Coronavirus, rapporto Ministero della Salute-Iss: “Indice Rt a 1.18, circolazione sempre più rilevante ma nessun segnale di sovraccarico degli ospedali”

Nella settimana di monitoraggio dal 24 al 30 agosto, in Italia sono stati riportati complessivamente 1.799 focolai attivi di cui 649 nuovi: i dettagli del rapporto Ministero-Iss

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L’Italia si trova in una fase epidemiologica di transizione al momento in progressivo peggioramento“. È un passaggio del rapporto del Ministero della Salute e dell’Iss che fotografa l’andamento della pandemia in Italia tra il 24 e il 30 agosto. Nel corso della settimana appena trascorsa si rileva “una trasmissione diffusa del virus su tutto il territorio nazionale, che provoca focolai anche di dimensioni rilevanti e spesso associati ad attività ricreative che comportano assembramenti e violazioni delle regole di distanziamento fisico sia sul territorio nazionale che all’estero. Si assiste pertanto alla successiva importazione di casi e ad una ulteriore trasmissione locale anche al rientro dopo periodi di vacanza“.

Per il Ministero della Salute e l’Iss “è quindi necessario mantenere elevata la resilienza dei servizi territoriali, continuare a rafforzare la consapevolezza e la compliance della popolazione al rispetto delle misure di controllo, realizzare la ricerca attiva ed accertamento diagnostico di potenziali casi, l’isolamento dei casi, la quarantena dei loro contatti stretti”.

Nella settimana di monitoraggio dal 24 al 30 agosto sono stati riportati complessivamente 1.799 focolai attivi di cui 649 nuovi, entrambi in aumento per la quinta settimana consecutiva (nella precedente settimana di monitoraggio erano stati segnalati 1.374 focolai attivi di cui 490 nuovi). “Questo comporta – si legge nel report – un sempre maggiore impegno dei servizi territoriali nelle attività di ricerca dei contatti che sono riusciti finora a contenere la trasmissione locale del virus”. “Tredici Regioni o Province autonome hanno riportato un aumento nel numero di casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente (flusso ISS) che non puo’ essere attribuito unicamente ad un aumento di casi importati da stato estero. In quasi tutte le regioni o province autonome continua ad essere segnalato un numero elevato di nuovi casi e si osserva sostanzialmente un trend in aumento da diverse settimane. Questo deve invitare alla cautela in quanto denota che nel Paese la circolazione di Sars-Cov-2 è sempre più rilevante”.

Sebbene sia segnalato in quasi tutte le regioni, un iniziale aumento nel numero di ospedalizzazioni, in nessuna delle regioni o province autonome sono stati identificati segnali di sovraccarico dei servizi sanitari assistenziali. Si conferma, inoltre, l’importante e crescente impegno dei servizi territoriali per far sì che i focolai presenti siano prontamente identificati ed indagati”, continua il report.

L’indice di trasmissione nazionale (Rt) calcolato sui casi sintomatici e riferito al periodo 13-26 agosto 2020, e’ pari a 1.18. “Questo indica – spiega il report – che, al netto dei casi asintomatici identificati attraverso attivita’ di screening e tracciamento dei contatti e dei casi importati da stato estero, vi e’ stato un aumento del numero di casi sintomatici contratti localmente e diagnosticati nel nostro Paese“. Quattro regioni con indice Rt oltre l’1, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Puglia e Toscana. Tutte le altre con un valore pari o inferiore. Nel dettaglio: Abruzzo: 1.14; Basilicata: 0.02; Calabria:0.66; Campania: 1; Emilia Romagna: 0.97, Friuli Venezia Giulia: 1.18; Lazio: 0.76; Liguria: 0.92; Lombardia: 0.89; Marche: 0.78; Molise: 0.24; Provincia autonoma di Bolzano: 0.71; Piemonte: 0.9; Provincia autonoma di Trento: 0.78; Puglia: 1.08; Sardegna: 0.82; Sicilia: 0.82 ; Toscana: 1.05; Umbria: 0.92; Valle d’Aosta: 0.22; Veneto: 0.87.

Per il monitoraggio “si tratta della quinta settimana consecutiva con aumento dei contagi e una incidenza cumulativa negli ultimi 14 gg (periodo 17/8-30/8) di 23.68 per 100mila abitanti, in aumento dal periodo 6/7-19/7 e simile ai livelli osservati all’inizio di maggio”. La maggior parte dei casi “continua ad essere contratta sul territorio nazionale, risultano importati da stato estero il 15% dei nuovi casi diagnosticati nella settimana di monitoraggio; in particolare si osserva una percentuale non trascurabile di casi importati da altra Regione e provincia, 17,6 per cento nella settimana corrente”. L’eta’ media dei casi diagnosticati nell’ultima settimana “e’ di 32 anni, in leggero aumento rispetto alla settimana scorsa”. Questo perche’ “la circolazione avviene oggi con maggiore frequenza nelle fasce di eta’ piu’ giovani, in un contesto di avanzata riapertura delle attivita’ commerciali, inclusi luoghi di aggregazione, e di aumentata mobilita‘”.

La situazione descritta nel report diffuso oggi dalla Cabina di Regia sul coronavirus, “relativa prevalentemente ad infezioni contratte nella seconda decade di agosto 2020, conferma la presenza di importanti segnali di allerta legati ad un aumento della trasmissione locale”. Al momento, si ribadisce, “i dati confermano l’opportunità di mantenere le misure di prevenzione e controllo già adottate dalle Regioni/PPAA e essere pronti alla attivazione di ulteriori interventi in caso di evoluzione in ulteriore peggioramento”. “Si raccomanda alla popolazione di prestare particolare attenzione al rischio di contrarre l’infezione in situazioni di affollamento in cui si osserva un mancato rispetto delle misure raccomandate e durante periodi di permanenza in paesi o aree con una più alta circolazione virale. In questi casi, si raccomanda di prestare responsabilmente particolare attenzione alle norme comportamentali di prevenzione della trasmissione di SARS-CoV-2, in particolare nei confronti di fasce di popolazione più vulnerabili”.

Rimane fondamentale mantenere una elevata consapevolezza della popolazione generale circa il peggioramento della situazione epidemiologica e sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale, l’uso delle mascherine e il distanziamento fisico. Si ribadisce la necessita’ di rispettare i provvedimenti quarantenari e le altre misure raccomandate dalla autorita’ sanitarie – spiega l’Iss – sia per le persone che rientrano da paesi per i quali e’ prevista la quarantena, e sia a seguito di richiesta dell’autorita’ sanitaria”.