Coronavirus, Ricciardi: “Tra 2 settimane gli effetti della riapertura delle scuole, la quarantena rimane di 14 giorni”

Coronavirus, il prof. Walter Ricciardi: "Al momento la linea è quella prudenziale del mantenimento dei 14 giorni" di quarantena

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E’ ancora presto dal punto di vista epidemiologico“: per comprendere l’impatto della riapertura delle scuoledobbiamo aspettare almeno due settimane. Dal punto di vista organizzativo, invece, rimettere in moto 10 milioni di persone è stato un fatto positivo, con qualche disguido qui è lì“: è quanto sostiene Walter Ricciardi, professore ordinario di Igiene generale e applicata all’Università Cattolica e consulente del Ministro della Salute Roberto Speranza, ospite di SkyTg24. “Dobbiamo inseguire questo virus, che circola ancora in maniera molto diffusa in tutte le regioni italiane, ed è estremamente importante identificare subito la persona positiva e tracciare. Per questo è importante l’app Immuni“.

Al momento la linea è quella prudenziale del mantenimento dei 14 giorni” di quarantena.
E’ stata avviata la discussione sulla base di due documenti internazionali. Il primo della Francia, che ha ridotto in una maniera che ci ha lasciato estremamente perplessi” la quarantena “a 7 giorni, e in questo modo si perde una quantità enorme di soggetti infetti. E poi della Germania che ha proposto di abbassarla a 10 giorni. Siamo rimasti” d’accordo di valutare queste ipotesi, “anche se permane sia da parte dell’Oms che dell’Ecdc l’indicazione a 14 giorni. Entrambe queste istituzioni ci dicono che, se si abbassa la durata si arriva a perdere il 10%” dei casi, “e in una situazione come quella francese, questo significa che si perdono 1000 casi al giorno“. “Al momento la linea è questa, ma abbiamo anche detto che è importante che queste decisioni vengano prese con un coordinamento internazionale. Queste misure non possono essere prese dai singoli Paesi“.

Sulla questione del doppio tampone negativo per “certificare” la fine dell’infezione, Ricciardi Spiega: “Per il momento siamo ancora su questa misura prudenziale, ma stiamo considerando ipotesi alternative“. “L’idea è quella di considerare una valutazione anche clinica, come suggerito dall’Oms per i Paesi che hanno difficoltà a fare tamponi. Ma per un Paese come il nostro“, in grado di eseguire questi test, “il doppio tampone negativo garantisce di non rimettere in circolazione persone positive”.