Coronavirus: quando si sperimenta un vaccino innovativo “una reazione avversa è normale, in 8 casi su 10 si va avanti”

"Quando si sperimenta un vaccino innovativo su decine di migliaia di persone è normale che possa verificarsi una reazione avversa"

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La nostra cura alternativa funziona, così in primavera batteremo il virus“: lo ha affermato, in un’intervista alla Stampa, l’ad di Glaxo, Rino Rappuoli: in primavera potremmo “combattere il virus sul doppio fronte della cura e della prevenzione“.
Quando si sperimenta un vaccino innovativo su decine di migliaia di persone è normale che possa verificarsi una reazione avversa, che magari non ha nulla a che vedere con la vaccinazione. Aspettiamo ora le analisi di controllo. Ma per mia esperienza in 8 casi su 10 si scopre che il problema non è legato al vaccino e si va avanti“.
Stiamo utilizzando gli anticorpi monoclonali prodotti dall’uomo per creare un farmaco. Grazie all’intesa con lo Spallanzani e il Policlinico di Siena dal sangue dei pazienti convalescenti abbiamo isolato 450 anticorpi in grado di neutralizzare il virus. Poi, con tecniche sofisticate, abbiamo isolato e riprodotto sinteticamente tre super-anticorpi capaci di impedire per sei mesi la replicazione del virus, anche con piccoli dosaggi, con una semplice iniezione sottocutanea. Abbiamo stipulato già un accordo con la Menarini per produrre il farmaco“.
In riferimento ai tempi della sperimentazione sull’uomo, Rappuoli spiega: “A fine anno o ai primi di gennaio. Lo somministreremo prima ai pazienti Covid così potremo vedere in tempi brevi se funziona così come gli anticorpi monoclonali hanno funzionato per tanti tipi di tumore e di malattie autoimmuni. Tanto che oggi rappresentano la metà dei fatturati dell’industria farmaceutica. Entro primavera se tutto va bene potremmo chiedere l’autorizzazione al commercio“.