Coronavirus, virologo Palù: “Più casi che a marzo-aprile? È falso. Ora situazione ben diversa: pochi morti, nessun picco in rianimazione”

In Italia, "quella di queste settimane è una situazione ben diversa legata alla fine del lockdown, all'effetto dell'estate e degli spostamenti. Almeno 180 milioni di casi nel mondo"

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Fino a poche settimane fa “eravamo in una fase discendente. E, nonostante l’Oms Europa dica che ci sono più casi che a marzo-aprile, questo non è vero: in Italia i positivi giornalieri oscillano tra 900 e 1500, a seconda del numero dei tamponi. Mentre il numero dei decessi è limitato e in rianimazione non ci sono picchi di ricoveri, come invece abbiamo visto a marzo-aprile. Si tratta, insomma, di una situazione ben diversa“. A sottolinearlo all’Adnkronos Salute è Giorgio Palù, past president delle Società italiana ed europea di virologia. “Quella di queste settimane è una situazione ben diversa – riprende – legata alla fine del lockdown, all’effetto dell’estate e degli spostamenti, al comportamento dei giovani e alle discoteche. Un effetto che – prevede Palù – andrà ad esaurirsi se saremo bravi ad intercettare e isolare i casi. E se in questi mesi terremo alta l’attenzione, consapevoli che l’età media dei pazienti, bruscamente scesa in estate, sta risalendo”. Il monito del virologo è quello di tutelare in particolare i soggetti a rischio.

Diciamo che i casi di Covid confermati nel mondo sono 30 milioni, ma nella realtà saranno almeno 180 milioni, tenendo conto degli asintomatici e di chi sfugge alla diagnosi. A dircelo sono i risultati delle indagini di sieroprevalenza. Rispetto ai casi risultati positivi al tampone, ad essere entrati in contatto con il virus sono infatti 6 volte più persone, come mostrano le indagini di sieroprevalenza condotte a livello nazionale e internazionale“, spiega ancora Palù. Se il virus ha circolato tanto, “anche il tasso di letalità effettivo si abbassa. Ora – dice il virologo – sappiamo che la letalità, che in Italia sembrava altissima, in generale è sotto l’1%”. Ma cosa accadrà nelle prossime settimane? “Ci si aspetta che il virus si adatti sempre di più all’uomo, diventando meno virulento: non è suo obiettivo uccidere l’ospite”, assicura l’esperto.