Coronavirus, Zangrillo: “Non credo nella seconda ondata, attivare la sorveglianza in modo da poter riprendere a vivere”

"Dobbiamo monitorare e tracciare, in modo da mettere in atto uno strumento di tutela per riprendere le attività", ha affermato Zangrillo

Non credo nella seconda ondata, credo che dobbiamo attivare la sorveglianza in modo da consentire a tutti noi di riprendere a vivere”. Lo ha detto il Professor Alberto Zangrillo, primario del reparto di terapia intensiva del San Raffaele, su La7. Zangrillo ha poi sottolineato che “dobbiamo monitorare e tracciare, in modo da mettere in atto uno strumento di tutela per riprendere le attività”.

Noi siamo stati i migliori nel mondo occidentale. Dobbiamo soprattutto ringraziare gli italiani e le misure del governo che sono state tempestive, dettando una linea. Ora e’ necessario mettere in atto tutte quelle misure che in qualche modo abbiamo promesso. Dobbiamo mettere in atto un sistema per tracciare i sintomatici e gli asintomatici”. “Dobbiamo avere il coraggio di affrontare il dato delle terapie intensive. Sono stato autorizzato da Pierpaolo Sileri a dire che in Lazio una quota importante di pazienti e’ in terapia intensiva per patologie pregresse gravi. Gli italiani devono conoscere la verita‘”, ha concluso Zangrillo.