Filippo Ganna, i segreti dell’ingegneria aerospaziale nella bici del Campione del Mondo nella cronometro

Filippo Ganna, i segreti tecnologici della bicicletta del neo Campione del Mondo a Cronometro

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Un italiano Campione del Mondo della Cronometro non c’era mai stato: l’Italia in queste ore sta celebrando Filippo Ganna, 24enne piemontese che aveva già dimostrato le sue doti su pista vincendo il titolo di Campione del Mondo nell’inseguimento individuale ben 4 volte, nel 2016 e negli ultimi tre anni consecutivi (2018, 2019 e 2020). Ma il trionfo su strada è un’altra cosa. L’Italia l’aveva solo sfiorato, due volte con Andrea Chiurato nel 1994 e ad Adriano Malori nel 2015, entrambi argento. Ganna ha dominato la prova contro il tempo dei mondiali di ciclismo di Imola con arrivo all’autodromo Enzo e Dino Ferrari, rifilando 26 secondi a Wout Van Aert, 30 allo svizzero Stefan Kung, 37 a Geraint Thomas e 40 a Rohan Dennis.

Foto Getty Images

E’ un sogno per me, sono davvero molto felice. Come ci si sente a essere campione del mondo? Sarebbe bello saperlo, di sicuro tanta felicità. Non me l’aspettavo, fino a tre giorni fa ero in altura. Sono arrivato rilassato, senza pressione, forse è stato anche questo il segreto della buona prestazione di oggi. Sarà difficile dormire stanotte, di sicuro si festeggerà“. Non troppo però, anche perché il bello arriva adesso. Tra una settimana alla partenza del Giro nel mirino c’è la prima maglia rosa (la cronometro inaugurale di Palermo si addice alle sue caratteristiche).

Il lavoro paga sempre e io ho lavorato tanto per essere dove sono, non lasciando nulla al caso“. In queste parole c’e’ tutto Filippo Ganna, antidivo per eccellenza, ragazzo tranquillo, molto legato alla famiglia e in particolare alla sorella Carlotta Morino, preferisce tenere fuori dalla luce dei riflettori la vita privata. Ganna ha due cani e vive la “vita normale di un ragazzo di 24 anni”. Non segue il calcio italiano, “ma quello estero“. “Questa medaglia era un sogno per me, sono molto contento. Ho avuto un grande supporto dalla macchina, ringrazio il mio team e la Nazionale azzurra, la Federazione. Negli ultimi tempi ho cercato di tenere lontana da me la pressione: sono abituato a vincere titoli mondiali su pista, questo su strada però voglio festeggiarlo con la mia famiglia“, le sue parole, dopo l’impresa che ha polverizzato le ambizioni dei migliori specialisti. Tranne uno: Remco Evenepoel, che l’anno scorso, alle spalle dell’australiano Rohan Dennis, lo aveva preceduto nella corsa all’argento. Oggi il talentino belga non era al via dopo il brutto incidente al Giro di Lombardia, ma la sfida con l’azzurro si rinnoverà magari alle prossime Olimpiadi, dove Ganna spera di conquistare altri allori, pedalando a tutta verso la gloria.

Persino il premier Conte si è complimentato con il grande talento che “riscrive la storia del ciclismo italiano divenendo il primo azzurro a vincere la maglia iridata a cronometro. Il mondiale di Imola si tinge ancor di più di verde, bianco e rosso. Bravo Filippo e complimenti alla Federciclismo“.

Nella vittoria di Ganna ci sono anche le professionalità dell’ingegneria aerospaziale: ha indossato un body Castelli progettato per ridurre le turbolenze e migliorare la penetrazione aerodinamica, che può fornire dettagli importanti quanto per 30 minuti si pedala stabilmente oltre i 50km/h, e ha utilizzato la bicicletta “Pinarello Bolide TT”, un gioiellino in carbonio con un manubrio stampato in 3D che si adatta alla perfezione alla forma delle braccia del campione italiano.

Particolarmente interessante il dettaglio della ruota anteriore, una Princeton Wake 6560 in carbonio con un cerchio dal profilo sinusoidale, che oscilla 24 volte tra i 60 e i 65 millimetri in modo da ridurre le turbolenze e garantire una grande stabilità anche in caso di vento laterale, consentendo al corridore di risparmiare watt.

Sono ruote molto rare, prodotte in poche unità di pezzi per il 2020 e con un costo di svariate migliaia di dollari.