Gli asintomatici presentano le medesime quantità di virus dei ricoverati: è necessario aumentare i test

Il naso e il torace di un asintomatico presentano la stessa quantità di virus di un malato di coronavirus: è necessario aumentare i tamponi

La quantità di virus presente nel naso o nel torace di un asintomatico con SARS-CoV-2 è la medesima di una persona infettata e con sintomi classici (sintomi respiratori come tosse, raffreddore o febbre etc), il che suggerisce la possibilità che gli asintomatici diano un importante contributo alla trasmissione del virus. Lo rivela uno studio condotto da Joon Seo Lim, del Clinical Research Center, Asan Institute for Life Sciences, Asan Medical Center, a Seul pubblicato sulla rivista Thorax. Gli esperti hanno tenuto sotto osservazione e in isolamento un gruppo di 213 individui risultati positivi al virus: di questi, a sei giorni dal primo tampone, e’ rimasto asintomatico quasi il 20% (41). Il tampone e’ stato anche ripetuto il 13° giorno e si e’ visto che tutti i positivi, anche in assenza di sintomi, avevano una carica virale comparabile. “Considerando che la maggior parte degli individui asintomatici con infezione da SARS-CoV-2 e’ probabile non venga intercettata e continui quindi a fare la vita di sempre (sfugge insomma all’isolamento), questi individui potrebbero avere un ruolo essenziale nella trasmissione del virus responsabile della COVID-19 e quindi nel perdurare della pandemia”, scrivono gli autori. “Quindi i nostri dati aggiungono ulteriore sostegno all’importanza dell’uso della mascherina da parte di tutti, indipendentemente dalla presenza di sintomi, e suggerisce che i test per il SARS-CoV-2 dovrebbero essere estesi per intercettare gli asintomatici specie nei settori a rischio come nelle strutture sanitarie e residenziali“, concludono.

L’esperto: aumentare il volume dei test, anche rapidi

Il numero dei test diagnostici per il coronavirus dovrebbe aumentare il più possibile, ricorrendo anche all’uso di quelli rapidi, soprattutto in vista della stagione influenzale. Diventa indispensabile saper distinguere tra un’influenza classica e un’infezione da SARS-CoV-2 (i sintomi di influenza e Covid-19 sono totalmente sovrapponibili, almeno a livello iniziale, e solo in un secondo tempo possono comparire sintomi specifici della covid, come perdita di olfatto e gusto). Lo spiega all’ANSA Roberto Cauda, direttore della UOC di Malattie Infettive del Policlinico Gemelli IRCCS di Roma e ordinario di Malattie Infettive all’Universita’ Cattolica, commentando uno studio sulla rivista Thorax che mostra quantita’ di virus comparabili in naso e torace di individui positivi al SARS-CoV.2 con o senza sintomi.

“Non possiamo permetterci di ridurre le misure di prevenzione come l’uso di mascherine e il distanziamento sociale – sottolinea l’esperto – e dobbiamo scovare gli asintomatici il piu’ possibile, con tutti i metodi a disposizione, in particolare i test rapidi che, seppur con dei limiti, consentono di intercettare un numero molto elevato di asintomatici“, che si confermano essere all’incirca il 20% dei positivi. Il ruolo degli asintomatici nella trasmissione della malattia, prosegue Cauda, e’ dunque ascrivibile a questo 20% come gia’ diversi studi sperimentali avevano suggerito. Secondo gli autori del nuovo studio sulla carica virale degli asintomatici, conclude l’infettivologo del Gemelli, gli asintomatici potrebbero agire come un’importante forza trainante per la diffusione del Covid, e proprio il fatto che ci sia una quota comunque non indifferente di asintomatici e pauci-sintomatici (con pochi sintomi lievi) rappresenta un tallone di Achille nella capacita’ di contenere la trasmissione del virus, come fu invece piu’ semplice nel caso della SARS del 2003.