Mal di schiena e dolori a collo e spalle? La causa, per milioni di italiani, è lo smartworking

"Lavorare da casa, magari dal divano, sul letto o su sedie troppo basse o troppo alte, alla lunga ha favorito posture scorrette, che hanno portato a mal di schiena e dolori al collo e alle spalle"

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Lo smartworking, che per milioni di italiani non è affatto finito insieme al lockdown, ha influito sulla salute di schiena, spalle e collo. “Lavorare da casa, magari dal divano, sul letto o su sedie troppo basse o troppo alte, alla lunga ha favorito posture scorrette, che hanno portato a mal di schiena e dolori al collo e alle spalle“. A dirlo all’Adnkronos Salute è Massimo Alfieri, laureato in psicologia clinica e in scienze motorie, massofisioterapista e preparatore fisico internazionale, docente di Fiosioterapia all’Universià di Ostrava. “Per evitare questi problemi il consiglio è semplice: fare ginnastica controllata e costante“. Un rimedio “utile non solo per raggiungere e mantenere una buona forma fisica – dice l’esperto, ideatore del metodo di Ginnastica posturale sensoriale (www.metodogps.com) – ma anche per un equilibrio psicofisico. Si tratta, infatti, di due aspetti collegati. Il nostro organismo – spiega Alfieri – è complesso e integrato. Se ho costantemente pensieri negativi, la psiconeuroendocrinoimmunologia ci dice che questi avranno ripercussioni sia a livello metabolico ed endocrino, che immunitario. Insomma, tra le altre cose ci rendono più vulnerabili all’attacco dei patogeni, coronavirus incluso. Ecco perché fare attività fisica è fondamentale per il benessere fisico e psicologico”.

Il consiglio? Esercitarsi regolarmente, anche in casa (per info e consigli si può consultare la pagina Facebook Ginnastica posturale sensoriale), curando in particolare gli esercizi di allungamento.

Il metodo di ginnastica posturale ideato da Alfieri è “una tecnica che ha come obiettivo il miglioramento della postura e il ripristino dei fisiologici rapporti psico-mio-fasciali, e utilizza l’allungamento globale organizzato“. Nasce dall’intuizione, supportata da una serie di ricerche scientifiche, dell’esistenza “di una relazione tra plasticità connettivale (un sistema vivo, reattivo, malleabile, in grado di specializzarsi), che utilizza un linguaggio fatto di trazioni/compressioni e una plasticità neuronale (la capacità del sistema nervoso di modificare l’intensità delle relazioni inter-neuronali sinaptiche, di instaurarne di nuove e di eliminarne alcune) che utilizza l’analisi percettiva degli stimoli sensoriali”, spiega l’esperto.

“Diversi studi mostrano che il solo lavoro mio-fasciale non è sufficiente a mantenere o eliminare alterazioni del nostro sistema corporeo. Quindi se vogliamo veramente risolvere definitivamente un problema o mantenere una buona efficienza fisica, e’ necessario ‘sovrascrivere’ quei programmi disfunzionali“, spiega Alfieri. Proprio questo è l’obiettivo del suo metodo. “Mantenere i muscoli allenati ed elastici è utile per ridurre il rischio di dolori a schiena, collo e spalle”, conclude l’esperto.