Spazio, sulla Luna radiazioni 2,6 volte superiori rispetto a ISS: uno strato di suolo lunare potrebbe proteggere la futura base degli astronauti

Analizzati i dati del lander cinese Chang'E 4 del 2019 per determinare la quantità di radiazioni a cui gli esseri umani sarebbero esposti sulla superficie lunare

MeteoWeb

Gli astronauti che torneranno sulla Luna saranno esposti a radiazioni circa 2,6 volte superiori rispetto alle condizioni presenti sulla Stazione spaziale internazionale (ISS), ma con le giuste contromisure, e’ possibile schermare la base lunare futura e garantire la sicurezza dei cosmonauti. A rivelarlo uno studio, pubblicato sulla rivista Science Advances, condotto dagli esperti dell’Universita’ di Kiel, che hanno analizzato i dati del lander cinese Chang’E 4 del 2019 per determinare la quantita’ di radiazioni a cui gli esseri umani sarebbero esposti sulla superficie lunare. “L’equipaggio riceverebbe 1.369 microsievert al giorno – sostiene Robert Wimmer-Schweingruber, astrofisico presso l’Universita’ di Kiel. – circa 2,6 volte superiore all’esposizione sulla ISS, da cinque a dieci volte maggiore delle radiazioni presenti durante un volo New York – Francoforte e 200 volte piu’ elevata delle condizioni sulla superficie terrestre“.

La missione Artemis della NASA vedra’ un equipaggio stabilirsi sul nostro satellite, e l’agenzia spaziale americana precisa che la base sara’ in grado di proteggere gli astronauti, tra i quali vi sara’ la prima donna sulla Luna. Uno studio del 2016, pubblicato sulla rivista Science Advances e condotto dagli esperti dell’Universita’ di Kiel, in Germania, ipotizza che uno strato di suolo lunare a copertura della base potrebbe schermare efficacemente la stazione. “Sulla Luna – spiega l’esperto – non c’e’ campo magnetico protettivo, ne’ atmosfera, per cui manca la protezione dalla radiazione, il che potrebbe essere rischioso, ma dalle misurazioni poco accurate delle missioni Apollo avevamo pochi dati che potessero quantificare il reale pericolo di esposizione“. Il team ha eseguito calcoli utilizzando i dati raccolti da una pila di 10 rivelatori a stato solido al silicio montati in un compartimento del lander Chang’E 4. Grazie a queste informazioni, trasmesse sulla Terra dal satellite Queqiao, gli scienziati hanno potuto stimare con piu’ precisione la quantita’ di radiazione a cui i membri di una missione sulla Luna sarebbero esposti. “Il rischio di contaminazione – conclude Wimmer-Schweingruber – potrebbe essere attenuato dalla conformazione dell’habitat, descritto dalla NASA in un documento di 13 pagine, in cui vengono enfatizzati strumenti e dispositivi necessari alla sopravvivenza dell’equipaggio”.