Terremoto Centro Italia, Governatori e sindaci incontrano Conte: “Ricostruzione troppo lenta, 700 tonnellate di macerie ancora da smaltire, solo 86 interventi pubblici”

"La ricostruzione nei Comuni del sisma procede troppo lentamente": si conta sulla possibilità di sostenere alcuni progetti con le risorse del Recovery Fund

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Si è da poco concluso a Roma, presso Palazzo Chigi, l’incontro del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte con il Commissario Straordinario alla ricostruzione del Sisma del Centro Italia 2016, Giovanni Legnini, i presidenti delle quattro Regioni interessate , il Presidente dell’ANCI nazionale e molti Sindaci del cratere. E’ stato fatto il punto sulle richieste delle Regioni per dotarsi di strumenti normativi semplificati e su particolari misure di ulteriore agevolazione in favore delle popolazioni colpite, contenute in un documento ANCI condiviso con le stesse amministrazioni regionali. Le proposte riguardano la Governance, la Ricostruzione Pubblica e Privata, il Personale, il Rilancio Socio-Economico, l’utilizzo delle risorse del Recovery Fund.

Il Presidente della Regione Marche – informa una nota – ha riferito la piena disponibilità del Governo ad accogliere le richieste e a mettere in atto azioni concrete come il rinvio del termine per la presentazione dei progetti sulla ricostruzione cosiddetta “leggera” al 30 novembre. Il presidente Conte ha ipotizzato l’ecobonus in area del sisma con tempi più lunghi, interventi per la banda ultra larga nelle aree interne e il Recovery Fund Sisma. Il presidente della Regione Marche nel suo intervento, oltre a rinnovare la richiesta di semplificazione delle norme sulla ricostruzione sul modello del ponte di Genova, la proroga della presentazione dei progetti per la ricostruzione leggera e il CAS, aveva sollecitato anche la previsione di tempi più lunghi per gli strumenti di aiuto: almeno 10 anni di zona franca urbana; la sospensione dei mutui, compensazioni fiscale comuni, contratti dei lavoratori con possibilità di stabilizzazione, strumenti incentivanti come l’ecobonus. Il Presidente ha inoltre fatto presente la necessità di ricostruire le opere pubbliche e di adeguati investimenti strategici per l’area sisma pedemontana, il completamento della Salaria e il collegamento Ascoli Teramo, la Mare-Monti e l’elettrificazione della ferrovia.

Settecento tonnellate di macerie ancora da smaltire, soldi per la ricostruzione in gran parte rimasti sulla carta, moltissime pratiche di richiesta di contributo da esaminare, solo 86 interventi pubblici: la ricostruzione nei Comuni del sisma procede troppo lentamente. Contiamo sull’impegno preso dal presidente Conte” e sulla possibilita’ di sostenere alcuni progetti con le risorse del Recovery Fund. Lo dichiara il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, al termine dell’incontro. “Bisogna imprimere una accelerazione decisa. E per farlo – ha aggiunto Decaro – occorrono alcuni strumenti che abbiamo chiesto al presidente del Consiglio: rendere stabile fino al 2024 la struttura commissariale e rafforzare il rapporto con i territori individuando nei sindaci i subcommissari, prorogare a tutto il 2024 lo stato di emergenza e le procedure semplificate in materia di appalti nei territori del cratere, nuovi piani per agevolare e dare impulso alla ricostruzione pubblica, un regime speciale, dedicato ai Comuni terremotati, per le assunzioni in modo da garantire la continuita’ tecnico-amministrativa essenziale ed evitare che si disperdano competenze ed esperienze acquisite”. “Infine – ha proseguito – siamo soddisfatti dell’apertura del presidente Conte alla nostra proposta di sostenere alcuni progetti dei Comuni del cratere con le risorse del recovery fund. La ripresa economica dell’area colpita da sisma va sostenuta. E i 138 Comuni del cratere dispongono di un parco progetti di opere pubbliche strategiche (scuole, impianti sportivi, musei, infrastrutture per il sociale) per 7 miliardi di euro. L’uso del recovery fund in questa direzione e’ proprio l’occasione che l’Unione europea si aspetta l’Italia colga“.

Abbiamo necessita’ di completare questo processo normativa gia’ ben avviato con il dl semplificazioni e il dl rilancio II. L’uso del Recovery Fund e’ un’ipotesi, fermo restando che non abbiamo un problema finanziario per l’immediato, per cui ci sono 9 miliardi. Ma attorno ad una ricostruzione di qualita’, sicura, sostenibile e con borghi connessi digitalmente, si puo’ costruire un progetto da sottoporre alla votazione del governo anche sull’uso del Recovery Fund“, ha detto il commissario al sisma dell’Italia Centrale Giovanni Legnini al termine dell’incontro a Palazzo Chigi.