Un dipendente di “Fratelli la Bufala”, un parroco e un marittimo della Costa Diadema sono risultati positivi al Covid: la gestione di queste tre ’emergenze’ che abbiamo preso come esempio, sono la prova che – forse – abbiamo davvero imparato a convivere con il virus. Basta conoscerlo.
Un dipendente della pizzeria “Fratelli la Bufala” di Trieste è risultato positivo al coronavirus. A renderlo noto è l’Azienda sanitaria universitaria giuliano isontina (Asugi). I tamponi su tutto il personale del locale sono stati effettuati tra ieri e oggi dopo che un dipendente, convivente di un positivo non correlato alla pizzeria, è stato messo in quarantena. Dai test è emerso che un lavoratore, che non serve ai tavoli, è positivo al covid. Tutto il personale è dunque stato posto in quarantena “per il principio di massima precauzione”. Entro domani, assicura Asugi, si avrà l’esito di tutti i test. “I clienti che hanno frequentato la pizzeria – afferma Asugi – non corrono rischi perché i camerieri hanno sempre utilizzato tutti i dispositivi di protezione individuale; inoltre l’ispezione del Dipartimento di Prevenzione ha messo in evidenza comportamenti adeguati e correttezza di tutte le procedure adottate anticovid-19″.
Marittimo positivo sulla Costa Diadema, sbarcato a Genova

Positivo al Covid un parroco della Piana di Lucca
Questi nuovi contagi possiamo, paradossalmente, definirli ‘notizie confortanti’. Certo, sarebbe meglio se il virus sparisse, ma considerando che è un’utopia anche solo sperarlo, il fatto che si circoscrivano i possibili focolai, insieme all’attuale bassa mortalità del virus, non può fare altro che farci bene sperare: lui – il virus – c’è, ma non abbiamo imparato a gestirlo.
