Coronavirus, cene con 6 persone e calcetto. L’esperto difende il governo: “queste misure vanno spiegate altrimenti non si capisce la loro importanza”

Vespignani dalla parte del Governo: l'esperto spiega perchè le nuove misure restrittive sono giuste e importanti da rispettare

L’emergenza coronavirus ha spinto il governo a delle nuove strette, per limitare il contagio ed evitare di ritrovarci nella situazione di diversi mesi fa, in un clima di terrore e chiusi in casa. “Quello che stiamo vedendo in Italia non costituisce certo una sorpresa, il lockdown non e’ inevitabile. Se ci si dovesse arrivare, qualcuno dovra’ assumersene le responsabilita’ politiche e morali“, queste le parole di Alessandro Vespignani, uno dei massimi esperti di epidemiologia computazionale, che lavora a Boston, dove dirige il “Laboratory for the modeling of biological and Socio-technical Systems”, alla Northeastern University.

Lo sapevamo tutti che l’epidemia avrebbe ripreso forza in autunno, con la riapertura delle scuole, la ripresa delle attivita’ e cosi’ via. Ora serve sangue freddo e giocare d’anticipo contro il virus, direi ‘a zona’ per usare un’espressione calcistica. Innanzitutto le misure prese dal governo vanno poi declinate a livello territoriale. Il Covid va stanato regione per regione, citta’ per citta’, quartiere per quartiere“, ha aggiunto.

Occorrono restrizioni mirate, non servono le misure a tappeto. E piu’ che al numero dei positivi in generale, dobbiamo guardare alla situazione negli ospedali, alla saturazione dei posti nelle terapie intensive. Qui c’e’ un problema di comunicazione. Immagino che il governo abbia adottato quelle misure sulla base di dati scientifici. Pero’ ora le deve spiegare e rispiegare ai cittadini“, ha continuato l’esperto prima di soffermarsi sul limite di 6 persone non conviventi da poter invitare a casa: “immagino che il Comitato tecnico-scientifico abbia raccolto segnali importanti che il coronavirus si trasmette nei contatti con persone estranee al nucleo famigliare, identificato, per stare larghi, con una media di sei persone. Pero’ tutto questo ragionamento va spiegato, altrimenti nessuno capisce l’importanza della misura.

Non manca un commento sul calcetto: “perche’ il calcetto no e lo sport delle associazioni giovanili si’? Probabilmente perche’ il calcetto e’ praticato da milioni di persone, mentre le associazioni giovanili forse coinvolgono 3-400 mila ragazzi e ragazze e quindi sono piu’ controllabili“.