Un antinfiammatorio molto efficace contro la gotta, ma un sovradosaggio o l’abuso accidentale possono essere fatali: realizzata la scala di gravità dell’avvelenamento da Colchicina

La Colchicina è un farmaco antinfiammatorio di grande efficacia per la gotta, il cui sovraddosaggio o l'assunzione accidentale in eccesso, determina ogni anno alcune decine di casi di intossicazione

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Un importante riconoscimento è stato assegnato ad una giovane tossicologa del Centro Antiveleni Maugeri di Pavia: Azzurra Schicchi ha ricevuto il “Young Investigator Award” attribuito dalla European Association of Poisons Centres and Clinical Toxicologists (EAPCCT), cui aderiscono le principali associazioni scientifiche europea e quella americana di tossicologia clinica, per aver realizzato una scala di gravità dell’intossicazione da Colchicina in grado di aiutare i clinici a determinare l’urgenza degli interventi innanzi a questo tipo di avvelenamento (mortale nel 90%  dei casi gravi).

La Colchicina è un farmaco antinfiammatorio di grande efficacia per la gotta, il cui sovraddosaggio o l’assunzione accidentale in eccesso, determina ogni anno alcune decine di casi di intossicazione.
Può accadere anche che venga ingerita la pianta (Colchicum Autumnale) da cui si estrae la colchicina, perché spesso scambiata per Zafferano selvatico.

La scala di gravità dell’intossicazione, sviluppata da Schicchi, “è un nomogramma, un grafico che incrocia valori di intossicazione, tempi trascorsi dalla assunzione e livello di rischio che consente di ottenere un dato obiettivo sulla possibilità di sopravvivenza in base al valore misurato di colchicinemia. Uno strumento che, una volta validato, potrà essere utilizzato per valutazioni prognostiche in urgenza e per le scelte di trattamenti invasivi precoci, come la circolazione extracorporea,” spiega il direttore del Centro, Carlo Locatelli.

La tossicologa ha analizzato tutte le intossicazioni nel loro decorso, individuando l’esatta correlazione fra il dosaggio di questo alcaloide, ossia la sua presenza nell’organismo, e il tasso di mortalità: “Le prime 24 ore di intossicazione da colchicina sono decisive per le attività cliniche che si devono adottare, e questo nomogramma può fornire ai clinici gli elementi per decidere rapidamente gli interventi da mettere in campo“.
Uno studio che dimostra il valore della ricerca in tossicologia clinica del nostro Centro e dell’IRCCS Maugeri. Era la decima volta che una nostra ricerca entrava fra le tre finali, cosa che non accade per le altre strutture gemelle a livello mondiale,” precisa Locatelli.

Schicchi ha basato il suo lavoro scientifico su una casistica molto ampia per questo tipo di avvelenamento: 77 intossicazioni, tutte da farmaci, di cui 25 trattate dal Centro pavese in collaborazione con il Laboratorio di analisi del Policlinico S. Matteo, e 52 su cui ha lavorato il Lariboisiere Hospital della Paris-Ddierot University, diretto da Bruno Megarbane, presso la cui Tossicologia ha svolto parte della sua specializzazione.