Aumento casi di Coronavirus in Italia, Burioni: “Le cose cominciano a mettersi peggio” ma oggi si fanno molti più tamponi e inizia a sentirsi l’effetto scuola

In Italia si è registrato un aumento dei casi giornalieri di Covid-19 ma bisogna considerare l'aumento del numero di tamponi e anche l'effetto scuola

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“Le cose cominciano a mettersi peggio. Vi prego, state attenti, mantenete le distanze, portate le mascherine, evitate luoghi affollati al chiuso, lavatevi le mani. Il virus è lì fuori, infettivo e nocivo come nella scorsa primavera. Dipende tutto da noi”. Lo scrive su Twitter il virologo Roberto Burioni commentando l’odierno rialzo del numero dei positivi al Covid-19 in Italia.

Nelle ultime 24 ore in Italia ci sono stati 24 morti, 1.140 guariti e 2.548 nuovi casi su 118.236 tamponi. Oggi è risultato positivo il 2,15% dei tamponi effettuati, in lieve aumento rispetto a ieri. Era dal 24 aprile che non c’erano così tanti casi positivi in Italia, ma in quella fase si faceva esattamente la metà dei tamponi di oggi: quel giorno erano emersi 3.021 nuovi casi su 62.447 tamponi, con una percentuale dei positivi sui controllati del 4,8%, più alta del doppio rispetto al dato di oggi. Significa che la circolazione del virus era molto più intensa rispetto alla situazione attuale.

Pregliasco: “Aumento dei casi legato alla scuola”

Non c’è da dimenticare il fattore scuole. L’aumento del numero di casi di oggi “è presumibilmente già legato allo stress test della scuola che vedremo e vedremo ancora”. Ma si tratta di un aumento “atteso alla luce della situazione che c’è nel contesto internazionale”, ha spiegato all’Adnkronos Salute il virologo dell’Università degli Studi di Milano Fabrizio Pregliasco, convinto che “assisteremo ancora a un aumento dei casi, ma – rassicura – ritengo si possa ancora continuare a convivere con il virus. Ovviamente con organizzazione, più tamponi e un nuovo galateo da parte dei cittadini più stringente e sistematico”. Il virologo ribadisce però che “più positivi si trovano, più si controllano e meno infettano. E’ vero che oggi abbiamo 2500 casi, numeri che ci ricordano quelli dell’inizio della pandemia, ma sono casi diversi – osserva – perché la gran quota di questi è rappresentata da casi asintomatici che prima non vedevamo, che purtroppo però contagiano e mantengono questa ‘catena’ di continuità di presenza di contagi”.

Maga: “Numeri ancora molto gestibili, guardare la tendenza”

“Oggi dobbiamo registrare un ampliamento dell’infezione che ancora non e’ preoccupante ma che deve essere motivo di attenzione. Vedremo poi se l’aumento di oggi e’ legato a particolari focolai, pero’ – ha spiegato all’AGI Giovanni Maga, direttore dell’Istituto di Genetica Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche – non si puo’ non notare che per esempio in Liguria, abbiamo 3.500 tamponi contro i quasi venticinquemila della Lombardia, cioe’ un settimo del numero dei tamponi effettuati ma abbiamo un numero di casi proporzionalmente molto piu’ alto ad indicare un’incidenza rilevante e ancora di piu’ in Campania dove con 8000 tamponi effettuati (3 volte in meno quelli effettuati in Lombardia) il numero dei casi identificati e’ piu’ alto in valore assoluto in Campania che in Lombardia”. “Ci sono dunque delle Regioni – ha concluso – dove l’infezione e’ in espansione, i numeri sono ancora molto gestibili – siamo sotto i 300 ricoverati in terapia intensiva e abbiamo 3000 persone ricoverate con sintomi quindi non c’e’ nessuna pressione sul sistema sanitario pero’ sara’ importante vedere se questa tendenza all’aumento dell’incidenza dei casi positivi sui tamponi effettuati aumentera’ perche’ allora vorra’ dire che si stanno aprendo nuovi focolai e quindi potremmo entrare in uno scenario piu’ complesso”.