Campania, dopo 2 settimane di scuole chiuse i contagi continuano ad aumentare: è la prova che chiudere non serve a nulla

Le scuole aperte non aumentano il contagio: le prove arrivano dalla Campania. Numeri alla mano le misure restrittive di De Luca non sono servite a nulla

Le scuole sembrano essere diventate il pomo della discordia. C’è chi ne chiede la chiusura, ad ogni livello, per evitare i contagi e chi invece le vuole aperte, perché la contrapposizione e dunque la scelta tra diritto alla salute e diritto all’istruzione è impensabile e profondamente ingiusta. La situazione della Campania sembra ora sbrogliare la matassa. Sono trascorse due settimane dalla chiusura di tutte le scuole nella regione guidata dal governatore De Luca e non c’è stato alcun effetto positivo, semmai il contrario.  Il contagio non è infatti diminuito, anzi è aumentato ulteriormente. Ne consegue che la chiusura delle scuole non abbassa il contagio. E per logica, se tanto mi da’ tanto, le scuole aperte non aumentano il contagio.

gel igienizzante scuolaEcco cosa diceva l’ordinanza campana dal titolo “COVID-19, MISURE RIGOROSE CONTRO ASSEMBRAMENTI E MOBILITÀ INCONTROLLATA“: “In relazione alla situazione epidemiologica esistente, sono state adottate misure rigorose con il doppio obiettivo di limitare al massimo le circostanze di assembramenti pericolosi in ogni ambito, privato e pubblico, e con l’obiettivo di ridurre al massimo la mobilità difficilmente controllabile.

Queste le principali misure adottate:

– Per il livello di contagio altissimo registrato anche nelle famiglie e derivante da contatti nel mondo scolastico, nelle scuole primarie e secondarie sono sospese le attività didattiche ed educative in presenza dal 16 al 30 ottobre. In tutte le scuole dell’infanzia sono sospese le attività didattiche ed educative, ove incompatibili con lo svolgimento da remoto, e le riunioni degli organi collegiali in presenza.

– Sono sospese le attività didattiche e di verifica in presenza nelle Università, fatta eccezione per quelle relative agli studenti del primo anno.

– Sono vietate le feste, anche conseguenti a cerimonie, civili o religiose, in luoghi pubblici, aperti pubblico e privati, al chiuso o all’aperto, con invitati estranei al nucleo familiare convivente.

– Sono sospese le attività di circoli ludici e ricreativi.

– È fatta raccomandazione agli Enti e Uffici competenti di differenziare gli orari di servizio giornaliero del personale in presenza.

– A tutti gli esercizi di ristorazione è fatto divieto di vendita con asporto dalle ore 21. Resta consentito il delivery senza limiti di orario.

Tali misure si aggiungono a quelle già disposte nelle recenti precedenti ordinanze, a cominciare dall’obbligo di indossare la mascherina deciso due settimane fa“.

Misure molto restrittive, avversate da gran parte della popolazione, ma che sono state adottate come unico rimedio all’aumento dei contagi. Rimedio che non ha funzionato. Le scuole, come detto da più fronti, sono sicure o quanto meno non sono sicuramente meno ‘pericolose’ di un qualsiasi altro luogo, in questo preciso momento storico. Compresa casa propria.