Ritorna il dramma silenzioso delle case di riposo: centinaia di positivi nelle Rsa italiane

Sono ormai quasi fuori controllo i casi di positività al Covid nelle Rsa italiane, già protagoniste durante la prima ondata di cluster dalle conseguenze nefaste

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Torna l’incubo della case di riposo e dei focolai nelle Rsa. “La Asl di Latina ha comunicato 71 casi positivi tra ospiti e operatori, nella struttura sociale per anziani di Itri. In corso l’indagine epidemiologica. Eseguiti tutti i tamponi e isolamento della struttura“. Lo comunica l’Unità di Crisi Covid-19 della Regione Lazio.

Ma non solo, giunge anche notizia del fatto che trenta ospiti della casa di riposo per anziani Rsa Smeralda di Padru, in Sardegna, sono risultati positivi al coronavirus. Lo comunica il sindaco del paese gallurese, Antonio Satta. “A seguito di comunicazione ufficiale ai nostri uffici, da parte della Rsa di Padru, vi informo, purtroppo, della presenza di 30 casi di positivita’ fra i pazienti ricoverati in struttura. Sara’ mia premura – afferma il sindaco – tenere aggiornata la popolazione non appena perverranno eventuali altre notizie Si raccomanda di rispettare tutte le misure di prevenzione del Covid-19“.

“La maggior parte degli ospiti positivi e’ al momento asintomatica e in isolamento presso la struttura, monitorati e seguiti in stretta collaborazione con l’Unita’ di crisi regionale”. Lo precisa la Rsa Smeralda di Padru, ricordando che gli ospiti della struttura sono 106 e che e’ stata chiusa ai visitatori. “Il primo caso di positivita’ – fa sapere la Rsa – e’ stato registrato grazie ai periodici screening effettuati nella residenza come forma di prevenzione attraverso il tracciamento. Tutte le autorita’ regionali e comunali competenti sull’emergenza Covid sono state immediatamente allertate ed e’ stata avviata una mappatura completa della popolazione della Rsa attraverso i tamponi messi a disposizione dalla Unita’ di Crisi a cui si sono aggiunti quelli processati direttamente da Kinetika, struttura del Gruppo che si e’ dotata di un laboratorio con strumentazioni e personale per processare tamponi. Attraverso questa doppia mappatura siamo riusciti a ricostruire il focolaio in Rsa in tempi brevissimi”.

Nello specifico, all’interno della struttura e’ stata creata una cosiddetta “bolla Covid”, ossia gli ospiti positivi sono stati isolati e sono stati predisposti percorsi e aree di stazionamento dedicate. “Il nucleo Covid e’ gestito da personale sanitario specificamente dedicato – conclude la nota – e coordinato da un medico dell’Asl che sovrintende, insieme al nostro staff, alle terapie e ai percorsi diagnostici”.

E notizie negative arrivano anche dalla Sicilia. Sono risultati positivi 15 tamponi rino-faringei effettuati agli ospiti della casa di riposo “Pitagora” di Santa Margherita di Belice, nell’agrigentino. “Come si temeva – dice il sindaco Franco Valenti10 anziani e 5 operatori sono affetti da Coronavirus. Adesso si attende soltanto l’esito dell’ultimo tampone“. Tre degli anziani contagiati sono stati ricoverati in ospedale, gli altri positivi sono tuttora all’interno della struttura. Tra di loro c’e’ anche la direttrice della casa di riposo che continua a chiedere lo sgombero della Rsa. Il cluster nella casa di riposo di Santa Margherita giunge pochi giorni dopo quello della casa di riposo “Collegio di Maria” della vicina Sambuca di Sicilia.

Due donne, di 94 e 98 anni, ospiti della casa di riposo Giovanni XXIII di Alberobello, dove si e’ sviluppato un focolaio Covid, sono morte nella serata di ieri. Lo comunica il sindaco Michele Longo. Le due donne erano tra i 59 positivi al Covid-19, e’ il terzo decesso dopo quello di un uomo di 90 anni. “Tutta la comunita’ si stringe con grande affetto alle famiglie delle due anziane in questo momento di infinita tristezza nella consapevolezza che dobbiamo mantenere alta l’attenzione e continuare a garantire la migliore delle assistenze possibile a tutti gli anziani positivi della casa di riposo“, scrive il sindaco.

Su 24 anziani ospiti della rsa Pierotti di Coreglia Antelminelli (Lucca), 23 sono risultati positivi al Covid-19. Positivi anche sei operatori, di cui tre a bassa carica. La situazione, spiega una nota, e’ emersa oggi e il sindaco di Coreglia Marco Remaschi ha gia’ chiesto all’Asl di trasformare subito l’rsa in struttura Covid, cosi’ da mettere in sicurezza le persone, curarle con tempestivita’ e contenere il piu’ possibile la diffusione del contagio. “La situazione e’ estremamente delicata – spiega il sindaco -. Appena appresa la notizia mi sono subito attivato con l’Asl per conoscere nel dettaglio la situazione e prendere tutti i provvedimenti per mettere in sicurezza le persone, pazienti e personale“, l’Asl “ha gia’ iniziato a fare l’indagine epidemiologica su tutte le persone entrate in contatto con gli anziani e con gli operatori risultati positivi e a tutte le persone che hanno avuto accesso alla struttura, la quale, come previsto per le altre rsa, aveva gia’ sospeso le visite dei parenti e dei familiari. Sono in contatto diretto con l’Asl e con i responsabili della struttura, per monitorare l’andamento della situazione e informare tempestivamente la cittadinanza. Ai cittadini chiedo, una volta di piu’, di rispettare le regole in modo rigoroso, evitare assembramenti e limitare le uscite allo stretto necessario. La responsabilita’ individuale, in questo momento, e’ la misura piu’ efficace per proteggere l’intera comunita’“.

Tutti gli ospiti e gli operatori della casa di riposo ‘Domus Area sono positivi. La situazione è seria ma costantemente monitorata, l’Asl sta seguendo molto da vicino gli sviluppi. Delle persone positive soltanto 2 presentano un quadro clinico alquanto complicato per i quali si stanno facendo gli esami per valutare un loro ricovero in ospedale. Una decina sono leggermente sintomatiche mentre per tutti gli altri parliamo di persone asintomatiche”. Lo riferisce il sindaco di Itri, Antonio Fargiorgio, su Facebook. ”La struttura viene presidiata, non si può entrare e uscire, tranne per i casi di urgenza, come i ricoveri – spiega – Cercheremo di aprire un canale di comunicazione con la struttura per far avere notizie ai familiari che non riescono a parlare con i responsabili”. ”In questi momenti deve esserci da parte dei cittadini senso di consapevolezza, egoismi e particolarismi adesso devono cedere il passo all’interesse per il mantenimento di uno standard buono e dignitoso di salute collettivo. Se dovessero esserci ulteriori provvedimenti restrittivi – conclude il sindaco rivolgendosi ai cittadini – mi auguro che capiate tutti che lo facciamo per mantenere la situazione sotto controllo’‘.