Città a rischio: come stanno correndo ai ripari e cosa stanno realizzando per proteggersi e gestire i cambiamenti climatici [DATI e GRAFICI]

Molte città hanno segnalato di avere affrontato o di essere esposte a rischi determinati dai cambiamenti climatici

  • webinar cmcc clima
  • webinar cmcc clima
  • webinar cmcc clima
  • webinar cmcc clima
  • webinar cmcc clima
  • webinar cmcc clima
  • webinar cmcc clima
  • webinar cmcc clima
  • webinar cmcc clima
  • webinar cmcc clima
  • webinar cmcc clima
  • webinar cmcc clima
  • webinar cmcc clima
  • webinar cmcc clima
/

Viviamo in un mondo in rapida urbanizzazione: nei prossimi 30 anni circa 70 milioni di persone si sposteranno nelle aree urbane, ogni anno. Entro il 2050 due terzi della popolazione globale vivranno nelle città.
Vediamo già gli impatti del cambiamento climatico, che se non monitorati, sottoporranno le popolazioni a rischi indicibili e sofferenza, spingendo al limite i servizi già allo stremo e mettendo a rischio gli sforzi dei governi per proteggere i cittadini.
Il primo passo per affrontare la questione climatica è valutare e comprendere: nel webinar “Cities at risk: a snapshot of urban adaptation actions worldwide” promosso dal CMCC, il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, oggi è stata presentata un’analisi di dati riportati attraverso il sistema di segnalazione unificato CDP-ICLEI, che trae la sua fonte da rilevazioni effettuate in oltre 620 città nel 2018 riguardo i rischi climatici e gli impatti, e i loro obiettivi e le loro azioni di adattamento. Durante il webinar sono state anche evidenziate aree dove vi è spazio per il miglioramento, in particolare focalizzandosi sulla necessità di identificare i rischi e gli impatti a lungo termine (oltre il 2050).
Inoltre, basandosi su dati del 2019, sono stati discussi molti casi relativi a singole città.

Alla presentazione e introduzione di Elisa Calliari, ricercatrice presso il CMCC Foundation and University College London (UCL), è seguita la presentazione di Catherine Higham, Regional Manager EMEA, Cities, States, and Regions presso il CDP.

webinar cmcc climaInnanzitutto il CDP è un’organizzazione non-profit composta da CDP Worldwide Group, CDP North America, Inc. and CDP Europe AISBL.
Il CDP elabora il “global environmental disclosure system“: ogni anno supporta migliaia di aziende, città, Stati e regioni per valutare e gestire i rischi e le opportunità connesse ai cambiamenti climatici, alla sicurezza idrica e alla deforestazione, ed allo spesso tempo spingere all’azione investitori, città e aziende per costruire un’economia sostenibile, misurando e comprendendo il loro impatto ambientale.

Chiediamo alla città di fornire dati al CDP attraverso un questionario, gestiamo i dati e li rendiamo disponibili a vari partner, lavoriamo con le città fornendo assistenza tecnica, collegandole tra loro e con altri attori per raccogliere altri dati e integrarli nei loro processi decisionali. La partecipazione da parte delle città è aumentata negli ultimi 10 anni: riportano e monitorano i dati climatici anche sulla base e in seguito all’Accordo di Parigi,” ha precisato Catherine Higham sul ruolo del CDP.
Una delle domande che spesso mi vengono poste riguarda le tipologie di città che collaborano con noi: si va dalle grandi città, come Tokyo e Parigi, a quelle con 500mila abitanti o inferiori: quest’ultima soglia è particolarmente importante, perché un recente studio ha scoperto che oltre il 50% delle emissioni proviene da città con meno di 500mila abitanti. Sono anche le tipologie di città che, secondo l’ONU, ospitano metà della popolazione mondiale: da qui è facile comprendere quale ruolo rivestano nella lotta ai cambiamenti climatici“.

Nel report confluiscono informazioni relative a rischi climatici e vulnerabilità, adattamento, emissioni, trasporti, rifiuti e sicurezza idrica. Dall’analisi di dati prodotti da 620 città nel 2018, è emerso che molte città hanno segnalato di avere affrontato o di essere esposte a rischi determinati dai cambiamenti climatici, e tra quelli più riportati figurano inondazioni, tempeste, ondate di calore, siccità e giornate di caldo intenso.
Nel 2018 le città con valutazioni di vulnerabilità hanno fatto registrare una probabilità doppia di riportare rischi a lungo termine.

webinar cmcc climaDurante il webinar è stata anche effettuata una panoramica su alcuni particolari casi studio.

  • VitoriaGasteiz (Spagna): ha dato priorità alla strategia infrastrutturale di verde urbano, ed ha elaborato una risposta alle isole di calore urbane, dando vita anche a una protezione dalle inondazioni. Nel 2020 verranno completati ulteriori spazi verdi sulla riva destra del fiume Zadorra, per raccoglierne e filtrarne le acque;
  • Bristol City Council (Regno Unito): si è dotata di un piano di mitigazione e adattamento integrato, dando priorità ad azioni che consentono di gestire il rischio inondazioni;
  • Tshwane (Sudafrica): gli abitanti producono 3 milioni di tonnellate di rifiuti solidi ogni anno. La scarsa gestione del ciclo dei rifiuti non fa che aggravare i rischi climatici, dalle inondazioni agli eventi di storm surge, mettendo a rischio la sicurezza idrica. Un accordo innovativo ha consentito di finanziare una nuova struttura di gestione dei rifiuti;
  • Umea (Svezia): vulnerabile a piogge estreme e nevicate sempre più intense, si è dotata di una soluzione infrastrutturale soft, a vantaggio dell’inclusione e della giustizia sociale sociale.