Coronavirus, italiani a Buenos Aires: “7° mese di lockdown ma sanità allo stremo, dati ufficiali non affidabili”

Il Paese sudamericano ha superato un milione di casi ma "pochi indossano la mascherina": "l'informazione non è rigorosa come in Italia ed in Europa. In Argentina nessuno sa veramente cosa succede"

Secondo gli ultimi dati ufficiali, l’Argentina è diventata nelle scorse ore il secondo Paese sudamericano, dopo il Brasile, a superare il milione di casi confermati di coronavirus, mentre i 451 morti registrati nelle ultime 24 ore determinano un bilancio totale di oltre 26.700 vittime dall’inizio dell’emergenza. Il Paese sudamericano è al suo settimo mese di lockdown consecutivo, un record nel mondo, eppure le notizie che arrivano da chi ci vive sono tutt’altro che incoraggianti. La sanità argentina, sia quella pubblica che privata, è “allo stremo” e nonostante il lungo lockdown, il numero dei morti e dei contagi ogni giorno è sempre più alto ed il picco “sembra non arrivare mai”. E’ questa la situazione del Paese nelle parole di un impiegato italiano presso un nostro consolato a Buenos Aires che preferisce restare anonimo e che parla di una situazione a livello sanitario quasi fuori controllo. Per la fonte, che si definisce “molto attiva nell’ambiente della comunità italiana a Buenos Aires, le statistiche argentine sul Covid non sono affidabili. I dati sono approssimativi. Può accadere che all’improvviso vengano aggiunti 5-6mila morti al bilancio complessivo, ma si riferiscono a decessi accaduti magari due mesi prima“, spiega l’italiano, secondo cui anche le disposizioni del governo in materia di lotta al coronavirus sono “illogiche e contraddittorie”.

La situazione a Buenos Aires, spiega nell’intervista all’Adnkronos, è particolarmente delicata. La capitale e il suo hinterland sono in fase 1 (lockdown), ma tra la popolazione c’è un “rilassamento evidente, la gente circola liberamente. I telegiornali non diffondono più le notizie come prima e si va verso una riapertura graduale di tutte le attività, mentre i contagi ed i morti sono sempre di più. Per dare un’idea il consolato dove lavoro è stato chiuso per tre settimane per diversi casi di Covid“. Secondo l’impiegato, nonostante il governo tenti di nascondere la realtà c’è un’ “emergenza” sanitaria. “Non si rispettano le regole, pochissime persone indossano le mascherine e questo vale per tutti i quartieri della capitale, dai più ricchi ai più poveri“, prosegue, evidenziando che “non esistono dati ufficiali sui ricoveri in terapia intensiva. L’informazione non è rigorosa come in Italia ed in Europa. In Argentina nessuno sa veramente cosa succede“. Questa mancanza di trasparenza contribuisce a generare sentimenti di “tensione e angoscia” nella comunità italiana di Buenos Aires. “La questione del Covid è al centro di ogni conversazione sui gruppi Whatsapp e Facebook – conclude – A volte la tensione è così alta che qualcuno dà in escandescenza e chiede che non si parli più di coronavirus”.