“Ormai i dati ufficiali ci dicono che il 95% dei positivi è asintomatico. Ciò rende del tutto irrazionale e non scientifico voler inseguire gli asintomatici puntando al contagio zero tramite i tamponi molecolari“. A sostenerlo all’Adnkronos Salute è Giorgio Palù, past president delle Società italiana ed europea di virologia, che stigmatizza “le code di persone senza sintomi ai drive in“. Il virologo spiega: “I risultati del tampone arrivano tardi, dopo qualche giorno, mentre la ‘punta’ di contagiosità è di 2-3 giorni. Oltretutto gli studi ci dicono che oggi i pazienti hanno una bassa carica virale. Quanti sono contagiosi? Ora come ora il tracciamento degli asintomantici è irrealizzabile“. Secondo Palù in questa fase è bene piuttosto implementare i test rapidi antigenici che, “come si legge su un editoriale sul ‘Nejm’, sono molto più predittivi, si fanno in 5 minuti, possono essere ripetuti e sono anche meno invasivi“. E vanno fatti ai “sintomatici e ai loro contatti“.

Un nuovo lockdown a Natale per fermare la corsa del virus? “Macché“, aggiunge Palù, spiegando che piuttosto sia arrivato il punto di “implementare il distanziamento: è l’arma più potente, e va attuata sempre. Non solo nelle scuole, ma anche nei supermercati e sui mezzi pubblici. La ragionevolezza e il buonsenso, purtroppo, non sono contagiosi. Ma questo virus sì. Valutiamo i modi per fare distanziamento. Se i bambini rispettano il distanziamento a scuola, ma non sugli scuolabus, sui mezzi pubblici, nei supermercati, mi chiedo che senso abbia“. Secondo il virologo, inoltre, “è ora di finirla con questo bollettino di guerra dei contagiati. Chiamiamoli positivi, anche perché non sappiamo se sono contagiosi oppure no“, conclude.
