Coronavirus, Brusaferro: “Col nuovo DPCM contagi giù in 2 settimane, abbiamo elaborato diversi scenari per i prossimi mesi”

Coronavirus, Brusaferro: "In assenza di misure tempestive e incisive è inevitabile una saturazione dei servizi sanitari nelle prossime settimane"

MeteoWeb

Il virus circola in tutto il Paese. In alcune regioni la situazione è critica. In tutte l’evoluzione è in peggioramento. In assenza di misure tempestive e incisive è inevitabile una saturazione dei servizi sanitari in tutta Italia nelle prossime settimane. Quando si vedranno gli effetti dei Dpcm, oltre al lasso di tempo di due settimane, dipende molto da quanto verranno seguite le indicazioni. Dobbiamo imparare a convivere con questa epidemia per i prossimi mesi sapendo che per controllarla dobbiamo monitorarla e modellare l’intensità della risposta a livello nazionale, regionale e locale in funzione della sua circolazione e velocità di diffusione“: lo ha spiegato Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità, in una intervista a Il Fatto. “Il lockdown totale rimane l’ultima arma disponibile che tutti auspichiamo non sia necessario adottare. Non si tratta di una singola soglia, ma di una serie di parametri da verificare sulla base dei monitoraggi in corso da maggio. Dipenderà molto dai nostri comportamenti: oggi siamo chiamati a ‘raffreddare’ la curva dei contagi con limitazioni importanti alla nostra socializzazione per avere tutti maggior serenità e sicurezza nei prossimi mesi“.
Abbiamo elaborato diversi scenari per i prossimi mesi in base a una serie di parametri che misurano sia l’andamento dell’epidemia che la capacità di resilienza del sistema. È importante che accanto alle misure nazionali, laddove la crescita è rapida, si adottino provvedimenti locali mirati anche più restrittivi ma contenuti nel tempo come già avviene“.

L’aver predisposto e realizzato un incremento in tutto il Paese delle strutture sanitarie e ospedaliere dedicate al Covid-19 ha la finalità di gestire l’epidemia nei prossimi mesi assicurando le risposte agli altri bisogni di salute. Di fronte a un aumento significativo e repentino dei casi, però, possono emergere difficoltà: è necessario rispondere di volta in volta ampliando o restringendo l’offerta clinico assistenziale degli ospedali e di tutte le strutture sanitarie. Sul fronte Covid-19 i servizi territoriali giocano un ruolo determinante nella fase di diagnosi e ricerca dei contatti per identificare le catene di trasmissione, in quella del monitoraggio e gestione dei casi asintomatici e sintomatici. Si tratta di un ambito decisivo dove è fondamentale il ruolo di tutti i professionisti sanitari“.

Contro il Coronavirussono in corso nel mondo molte sperimentazioni su diversi tipi di vaccino, alcuni già in fase 3, l’ultima prima della richiesta di autorizzazione. È già un risultato incredibile, se si pensa che il virus è conosciuto da meno di un anno. È fondamentale però che i test vengano condotti secondo regole che la comunità scientifica si è data, per la sicurezza e per comprendere il tipo di immunità che si genera. E’ verosimile aspettarsi, senza intoppi, le prime autorizzazioni entro l’anno: però per una disponibilità su larga scala, in grado di influire sull’andamento dell’epidemia, saranno necessari più mesi“.