La diffusione di Sars-Cov-2 puo’ essere favorita dagli aerosol alcalini e dalle emissioni di ammoniaca. E’ l’ipotesi avanzata da un gruppo di ricercatori italiani nell’editoriale pubblicato sulla rivista scientifica Atmosphere. Del team, composto da Maurizio Manigrasso, Carmela Protano, Matteo Vitali e Pasquale Avino, fa parte Ettore Guerriero, ricercatore dell’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico (dove si sta sviluppando in questi mesi studi sulla diffusione del virus nell’aria e sull’interazione con l’inquinamento atmosferico) del Cnr, esperto di monitoraggio degli ambienti di lavoro e delle emissioni industriali.
Nel testo, spiega il Cnr in una nota, viene evidenziato come “il Covid-19 si e’ sviluppato nelle grotte dei pipistrelli, dove, a causa delle enormi quantita’ di guano, sono alte le concentrazioni di ammoniaca. Ebbene proprio l’ammoniaca nell’aria accomuna gli ambienti dove si e’ sviluppato e adattato il virus con i piu’ importanti cluster di Covid-19 segnalati in tutto il mondo, ossia nelle arie soggette a inquinamento atmosferico in prossimita’ dei campi agricoli trattati con liquami di allevamento (es. Pianura Padana) e negli ambienti di lavoro come gli impianti di macellazione“.
