“Il dato di fatto è che anche in Italia è arrivata questa seconda ondata” di coronavirus. “Oggi in maniera molto diffusa su tutto il territorio regionale. La situazione di Regione Lombardia non è più, fortunatamente, la situazione unica e più grave, ma è una delle situazioni sicuramente critiche. Negli ultimi giorni c’è stata una grossa crescita, molto repentina. Il 12 di ottobre eravamo a meno di 200 contagi con 30 ricoverati, oggi abbiamo circa 300 ricoverati”. Lo ha detto l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, a ‘Zapping’ su Rai Radio 1. L’impennata di casi per Gallera è dovuta “probabilmente al ritorno alla vita sociale, più che alle scuole, dove i ragazzi sono ligi”. “Il tema è il trasporto pubblico, coi mezzi affollati, gli sport di contatto e la movida, le cene con gli amici, i weekend passati insieme. Questo ha creato questa grossa diffusione del virus”, ha aggiunto. Per ora le fasce più colpite dal virus in Lombardia, ha ricordato l’assessore al Welfare, sono quelle tra i 25 e i 49 anni, gli under 18 e la fascia 18-25 anni.
“Oggi in Lombardia sono stati effettuati 36mila tamponi, con 4mila positivi e 300ricoverati. Il numero di ricoverati rispetto ai positivi è attorno al 10%, questo è il segnale di un sistema solido di tracciamento del virus. Stiamo facendo tanti tamponi – ha aggiunto l’assessore – ma oggi la diffusione del virus è tanta. In Lombardia, ha spiegato Gallera, “abbiamo potenziato molto il nostro sistema” di tracciamento e “i tamponi vengono fatti non solo a chi ha sintomi ma anche alle persone collegate ai sintomatici”. Quindi ha sottolineato: “E’ evidente che abbiamo anche noi zone critiche, Milano su tutte. Quando hai 1.600 positivi al giorno fare un sistema di tracciamento puntuale è difficile, per non dire impossibile“. L’assessore ha assicurato inoltre che “è stato comunque fatto un grosso lavoro ma il virus gira con tanta rapidità che ci siamo trovati in questa situazione”. Poi, parlando del coprifuoco dalle 23 alle 5 che scatta da domani in Regione Lombardia e dell’utilizzo della didattica a distanza per le scuole secondarie superiori, ha aggiunto: “Sono un segnale forte“.


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