Coronavirus, Galli (Sacco): “Non possiamo avere tutti i ragazzi a scuola, bisogna allentare la pressione sui mezzi pubblici”

"La scuola sarà anche un posto sicurissimo, ma prima e dopo vede realtà che non sono facilmente controllabili: va ridotta un'affluenza che non è sostenibile"

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La scuola è ritenuta un luogo sicuro per quanto riguarda il contagio da coronavirus. A destare preoccupazione sono invece gli ambienti e le circostanze intorno alla scuola dove si corre il rischio di creare assembramenti con il pericolo di favorire il contagio. Tra questi, ci sono senza dubbio i mezzi pubblici. Per molti, bisogna agire sul contesto intorno alla scuola e preservare le lezioni in presenza dopo i lunghi mesi di stop in primavera; altri, invece, invocano misure più decise sulla scuola stessa. Come Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano.

E’ inutile girarci attorno: in questo momento non possiamo avere tutti i ragazzi a scuola, quelli delle superiori in particolare. E vanno prese delle decisioni più o meno drastiche e limitative a seconda delle realtà in cui stiamo vivendo e del rapporto fra la presenza dei ragazzi tutti quanti a scuola e l’affollamento dei mezzi pubblici”, ha detto Galli in occasione della presentazione dello studio epidemiologico di massa a San Pellegrino Terme (Bergamo), commentando le polemiche che stanno accompagnando il dibattito su eventuali misure mirate sulle scuole.

Non abbiamo più tempo da perdere – incalza l’esperto – In questo momento abbiamo bisogno di interventi decisi che sarebbero stati necessari almeno una settimana-dieci giorni fa, se non prima. E questo vuol dire che soprattutto nelle concentrazioni metropolitane più colpite non ci possiamo permettere affollamenti sui mezzi di trasporto precedenti o successivi alla presenza a scuola. La scuola sarà anche un posto sicurissimo, ma prima e dopo vede realtà che non sono facilmente controllabili. Occorre prendere atto di questo e dire che va in qualche modo ridotta un’affluenza che allo stato attuale dei fatti non è sostenibile. Questa è la mia opinione, mi rendo conto, impopolare”.

Anche “lo scaglionamento delle presenze sui luoghi lavoro è molto importante – osserva Galli – Per quanto riguarda i mezzi pubblici mi sembra evidente che non si è potuto o non si è fatto un granché per aumentare il numero delle corse e dei mezzi disponibili. Non era probabilmente facile farlo anche utilizzando l’arco dei mesi estivi. E visto che quelli che abbiamo non li possiamo dilatare è evidente che l’unica cosa che si può fare è evitare che si affolli gente sopra autobus e metro e il problema non si risolve limitando gli accessi, se poi aspettano tutti ammassati la corsa successiva”. “Credo – conclude – toccasse prendere atto ieri, o ieri l’altro, di questo. E’ da questa estate, anzi, da prima dell’estate che dico: o stiamo attenti o andiamo a sbattere. Ed eccoci qua. Quello che succede in altri Paesi europei è sotto i nostri occhi e la strada intrapresa è esattamente quella che vede Paesi europei chiudere sempre più cose. Dobbiamo quindi decidere che su qualche cosa occorre fare qualche passo indietro, qualcosa va temporaneamente sacrificata. Non abbiamo più tempo da perdere”.