Il coronavirus ha condizionato anche la lingua italiana, l’appello di Sabatini: “non usate anglicismi”

Coronavirus e linguaggio: tantissimi sono i termini inglesi usati in Italia durante la pandemia, ma c'è chi chiede di esaltare ed usare la lingua italiana

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L’emergenza coronavirus ha portato a tanti, tantissimi cambiamenti. Tra questi anche delle novità linguistiche: in Italia, infatti, con l’arrivo del Covid-19 sono arrivati anche tantissimi termini nuovi, neologismi, anglicismi e americanismi. I dizionari italiani, che lavorano per mettere a punto le edizioni 2021 contano circa 600 nuovi termini, molti dei quali legati alla pandemia: Covid-10, lockdown, spillover, droplet, contact tracing, homeschooling, distanziamento sociale, tamponare, quarantenare, autoquarantena, biocontenimento, infodemia.

Di ‘lockdown’ abbiamo scelto di dare, a differenza di spagnoli e francesi, solo la definizione, mentre di altre parole come ‘spillover’ (salto della specie) o ‘droplet’ (goccioline) diamo anche la traduzione in italiano. Lo abbiamo fatto seguendo quello che è successo nella realtà. Droplet è stato immediatamente tradotto in goccioline. Lockdown potevamo tradurlo con confinamento o chiusura totale, ma sarebbe stato fuorviante perché la parola ha una sua immediatezza, esprime una serie di concetti che avrebbero richiesto una perifrasi. Lockdown è qualcosa di nuovo, non paragonabile a qualcosa che è successo prima, come è capitato realmente“, ha spiegato Bianca Gismondi, responsabile lessicografica dei vocabolari Le Monnier – Mondadori Education.

Questa emergenza sanitaria ha evidenziato quanto sia importante una lingua, la condivisione comune. Ci ha reso comunità. Abbiamo visto e sentito tanti esperti in televisione, alla radio, tutti sollecitati ad esprimersi nella maniera più chiara possibile. Anche su ‘congiunti’ è stato chiarito cosa si intendeva. E’ stato un anno interessante dal punto di vista della lingua intesa come strumento di cittadinanza. Tutti gli anni inseriamo nuove parole e significati, ma quest’anno è stato eccezionale anche da questo punto di vista. Il numero di parole nuove o nuovi significati è stato particolare, molto legato a quello che è successo. ‘Tamponare’, ‘Quarantenare’ sono la dimostrazione che la nostra lingua ha una sua vivacità, c’è un salto semantico fortissimo ed è proprio tipico della nostra lingua come nel caso appunto di ‘tamponare’ . Fa un po’ effetto ma quando nei primi anni 2000 ho inserito ‘ministra’ fu detto ‘che brutto, somiglia a minestra’. Ora non lo direbbe nessuno“, ha aggiunto.

La pandemia, quindi, oltre a condizionare le nostre vite ha condizionato anche la lingua italiana, ma c’è chi non è d’accordo con l’introduzione di questi nuovi termini e lancia un appello a tutto il popolo: “non usate anglicismi o americanismi. Non lockdown ma chiusura, non triage ma smistamento, non smart working ma telelavoro, amate la lingua italiana”, ha dichiarato Francesco Sabatini, linguista e presidente onorario dell’Accademia della Crusca.