“Abbiamo deciso di emanare un provvedimento che sia anche simbolico, che dalle 23 alle 5 di mattina le attività siano chiuse e la gente sia in casa e che, salvo il caso di urgenze, non si possa circolare per le strade in Lombardia. Questo anche per cercare di dare un colpo a una delle cause del contagio che è ripartito e che risiede negli assembramenti, nelle movide, nelle feste, negli incontri in pubblico, nelle piazze, cose che non si riescono a controllare perché non riusciamo ad avere un numero sufficiente di agenti e polizia che possano intervenire. La soluzione migliore credo che possa essere questa, soluzione che è stata presa anche in altri Paesi”. Lo ha detto il governatore lombardo Attilio Fontana, ospite in diretta a ‘Quarta Repubblica’ su Retequattro.
“I numeri che si stanno verificando giorno dopo giorno – ha sottolineato Fontana – ma soprattutto le proiezioni realizzate da alcuni esperti in materia, che avevano già fatto anticipazioni in occasione della precedente infezione e che si sono rivelati veri, ci inducono ad essere molto cauti e ad avere il timore che entro 15 giorni, entro la fine del mese si possa verificare una situazione che non sarebbe ancora da collasso ma impegnativa. Credo sia inutile aspettare che si verifichi una situazione di questo genere per mettere in essere le misure che possono essere ritenute utili e su sollecitazione del nostro Cts, che aveva chiesto di intervenire esplicitamente in questo senso, abbiamo deciso di applicare questa misura così come abbiamo pensato di disporre oltre all’ordinanza già recentemente applicata, di chiudere la media e grande distribuzione, tranne che per il cibo, nelle giornate di sabato e domenica”.

“Useremo l’ospedale in Fiera, entro pochi giorni, credo entro la fine della settimana o al massimo all’inizio della prossima, sarà perfettamente pronto a ricevere i malati. Dio non voglia che ce ne sia necessità. Io spero che rimanga una garanzia, una sicurezza per i cittadini lombardi, qualcosa che abbiamo fatto” in previsione. “In Italia – ha aggiunto Fontana – una delle colpe che si muove alla politica è di non essere lungimiranti, capaci di programmare il futuro. A noi hanno fatto una serie di accuse violente perché abbiamo fatto una scelta diversa, cercando di programmare e prevedere quello che sarebbe potuto succedere e di fare in modo che si potesse dare una risposta a quello che eventualmente sarebbe accaduto. Io spero che l’ospedale in Fiera sia l’assicurazione della macchina che paghiamo a vuoto ma in caso di necessità ci sono 200 letti che potranno essere messi a disposizione”.
