Coronavirus, Pregliasco: “Tracciamento fallito, spero che questo primo step di chiusure possa evitarne di ulteriori”

"Io spero che questo primo step intermedio possa servire a rilanciare la consapevolezza che questa patologia, seppur banale, rappresenta un grosso problema di sanità pubblica"

Io spero che questo primo step intermedio possa servire a rilanciare la consapevolezza che questa patologia, seppur banale, rappresenta un grosso problema di sanita’ pubblica e ci vuole un coinvolgimento da parte di tutti, nei comportamenti, nelle attenzioni e una costrizione nel ridurre i contatti superflui rispetto a quelli fondamentali della scuola e delle attivita’ lavorative. Spero possa avere un’azione verificabile nell’arco di due o tre settimane per evitare ulteriori step“. Lo ha detto Fabrizio Pregliasco direttore Sanitario dell’Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, intervenendo alla trasmissione zapping su Rai Radio 1.

I casi sono tantissimi. Il tracciamento e l’individuazione di contatti stretti si possono fare su piccoli numeri, quando il focolaio e’ limitato e circoscritto: oggi la diffusione trasversale di Milano, ma non solo, impedisce praticamente questa possibilita’ di circoscrivere quali sono i contatti stretti. Ora lo siamo potenzialmente un po’ tutti”, ha aggiunto. La situazione attuale nell’incremento dei casi, che oggi conta 15.199 nuovi positivi “evidenzia una duplicazione con base settimanale. La diffusione è ormai a livello comunitario, ed è ampia e diffusa a livello metropolitano, come a Milano”, ha affermato Pregliasco all’Adnkronos. “E’ però importante che i casi non sono ancora tantissimi: riusciamo a individuare pazienti asintomatici e a livello ospedaliero la gestione è ancora possibile e le terapie intensive non sono sature. Anzi, i clinici ci segnalano che per una quota del 20-30% dei pazienti il ricovero non è così appropriato, sia in reparto che in terapia intensiva”. “Ma in questo momento di paura e agitazione questi pazienti vengono posti per motivi sociali o per precauzione nei reparti – spiega – Alla fine si tratta di elementi positivi, che devono far rimarcare una comunicazione che dia rassicurazione”. I coprifuoco e i lockdown parziali “fatti a Milano e in altre aree d’Italia sono iniziative utili per evitare ciò che i modelli matematici ci dicono potrebbe succedere nell’arco di 2-3 settimane”.

vaccino coronavirus“Con i vaccini si potra’ evitare la malattia o una riduzione di quelle che possono essere le complicanze. Tutto questo – ha spiegato Pregliasco su Rai Radio 1 – succede gia’ con il vaccino antinfluenzale che ha un’efficacia non totale, ma comunque buona nell’evitare la malattia, ma soprattutto nell’efficacia di evitare i casi piu’ gravi”. Pregliasco ha infine previsto che i primi soggetti a cui verranno somministrati i vaccini “saranno i casi piu’ fragili e a rischio come gli operatori sanitari“. “Diversi progetti della produzione e sviluppo dei vaccini sono verso la fine della fase di sperimentazione e, salvo intoppi dell’ultimo momento, e’ probabile che entro dicembre l’autorizzazione (a dare il via alla produzione, ndr) ci sara‘. E’ chiaro – ha proseguito Pregliasco – che l’industrializzazione su grande scala delle dosi di vaccino necessita tempo e quindi e’ probabile che la disponibilita’ per la popolazione possa esserci come minimo tra sei mesi“. Pregliasco ha pero’ sottolineato che “in molti accordi commerciali con le aziende, c’e’ gia’ stata, da parte dei governi, la disponibilita’ a garantire un eventuale risarcimento di dosi di vaccino che le aziende stanno producendo in questa fase clinica di sperimentazione per poter avere dei lotti non grossissimi che possano avere un immediato inizio delle campagne vaccinali”.