Coronavirus, le Regioni al Ministro Speranza: “Riorganizzare le attività di tracciamento e screening”, focus sui focolai familiari, rafforzare l’uso dei tamponi rapidi

L'attivita' di contrasto alla diffusione del virus prosegue, focalizzando ancora di più l'attività di tracciamento sui focolai familiari: le proposte delle Regioni

Di fronte al fatto che in molte regioni, a causa dei numeri giornalieri sulle nuove positività al Covid-19, sia oggettivamente difficile tracciare e raggiungere tutti i potenziali contatti, andranno fissate delle priorità all’interno di strategie più efficaci. Con una lettera inviata oggi al ministro della Salute Roberto Speranza, il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini definisce ambito e perimetro della proposta avanzata ieri sera al governo in relazione all’attivita’ di contact tracing dalla Conferenza delle Regioni.

L’attivita’ di contrasto alla diffusione del virus prosegue, focalizzando ancora di piu’ l’attivita’ di tracciamento sui focolai familiari, con i servizi sanitari territoriali che potranno ritarare i loro interventi sulla base del carico di lavoro: verranno rafforzati i controlli attraverso l’utilizzo di tamponi rapidi e l’attivita’ di prevenzione estendendo gli screening epidemiologici, con le Regioni che potranno fare accordi con farmacie e strutture private accreditate per la realizzazione di test sierologici. “Laddove risulti impossibile il completo contact tracing, le Regioni potranno, attraverso i dipartimenti di Sanita’ pubblica, riorganizzare le attivita’ di tracciamento e screening individuando specifiche priorita’ di intervento tempestivo“, si legge nella lettera.

Foto di Emanuele Cremaschi / Getty Images

Nell’ambito di tali priorita’, viene spiegato nella missiva, si dovra’ anzitutto “aver riguardo che siano isolati i componenti del nucleo famigliare presso il quale si e’ registrato il caso positivo: se questi ultimi dovessero risultare sintomatici, si dovra’ eseguire il tampone rapido antigenico o quello molecolare mentre nel caso permanessero asintomatici il tampone rapido o quello molecolare si eseguira’ allo scadere del decimo giorno di isolamento“. Ai contatti stretti asintomatici, una volta provveduto alla loro identificazione ed al loro isolamento, non sara’ necessariamente effettuato il tampone, tranne in casi particolari che saranno valutati dai servizi di sanita’ pubblica. Obiettivo delle Regioni, prosegue la lettera, e’ di continuare a testare i casi asintomatici. “Per un’efficace e rapida attivita’ di contact tracing occorrera’ poi prevedere l’utilizzo di tutti i test validati nei paesi del G7″, viene spiegato nella lettera, in cui si sottolinea che non e’ intenzione delle Regioni contenere le attivita’ di screening.

Per potenziare tale azione le Regioni dovranno, attraverso specifiche linee di indirizzo operative, coordinare gli interventi attuativi di eventuali accordi nazionali tra governo e i medici di medicina generale perche’ questi ultimi effettuino i tamponi rapidi antigenici e garantiscano la presa in carico dei loro pazienti nel periodo di isolamento in caso di positivita‘”, prosegue la lettera, in cui viene stabilito che le Regioni possano stipulare accordi con le farmacie, centri di raccolta sangue, per lo svolgimento di esami sierologici o, nel caso di strutture ospedaliere e ambulatoriali private accreditate per l’esecuzione di tamponi rapidi. Rispetto ai servizi, conclude la missiva, la sorveglianza attiva con la telefonata a casa sara’ comunque garantita per i soggetti piu’ fragili, mentre per i casi valutati ad hoc potra’ invece essere resa possibile tramite app per la presa in carico tempestiva in caso di sviluppo di sintomatologia.