Coronavirus, Ricciardi: “Dobbiamo ricordare cos’è successo con la Spagnola, l’ondata che ha fatto più morti è stata la terza”

Walter Ricciardi: "Dobbiamo ricordare che nel caso dell'epidemia spagnola, l'ondata pericolosa, quella che fece più morti, fu la terza"

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Ci sono aree del Paese dove l’indice di contagio è alto e già da due settimane dovevano essere prese misure più forti, lockdown mirati“: lo ha ribadito Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza e membro del comitato esecutivo dell’Oms, al Messaggero.
Se si abbassa completamente la guardia e l’attenzione è chiaro che ci sono ondate successive. Dobbiamo ricordare che nel caso dell’epidemia spagnola, l’ondata pericolosa, quella che fece più morti, fu proprio la terza“. Dato che “le pandemie durano mesi, se non anni, è chiaro che un comportamento coerente da parte di tutti consente di convivere con il virus in maniera normale fino a quando avremo un vaccino“.

La misura più essenziale, anche se ancora non si è capito, è puntare sul tracciamento“. Il riferimento è anche all’app Immuni:  “Se non funziona, la colpa non è solo dei cittadini, ma anche dei medici di medicina generale e delle aziende sanitarie che ancora non sanno come usarla. Finché non si entra in questa logica, siamo destinati ad alti e bassi e la storia di questa estate potrebbe ripetersi certamente anche a Natale“.

Secondo Ricciardi, bisognerebbe imparare dalla Cina: “Nel momento in cui hanno un focolaio, lo circoscrivono immediatamente, per cui a quel punto si possono permettere anche di vivere una vita pressoché normale. Se non entriamo nella logica di governare con evidenza scientifica, rigore e coordinamento, alla fine avremo sempre focolai epidemici non controllati“.