Coronavirus, dieci studiosi lanciano “operazione verità”: “Dai tamponi di massa al distanziamento sui mezzi pubblici, ecco i 10 errori commessi dal Governo”

Elencate le materie su cui "è avvenuta la Caporetto del Governo come dimostra l'evoluzione dell'epidemia e il grido di allarme degli operatori sanitari"

MeteoWeb

L’Italia si ritrova ad affrontare una seconda ondata di contagi di Covid-19 e sembra aver imparato poco dal dramma della prima ondata della scorsa primavera, con forti criticità emerse dal tracciamento dei contatti ai trasporti pubblici. Ora 10 studiosi lanciano una “operazione verita’” e indicano “i 10 errori gravi commessi dalle istituzioni, e innanzitutto dal Governo, nella gestione dell’epidemia”. Noi pensiamo che quello che non e’ stato fatto fra maggio e ottobre debba assolutamente essere fatto ora“, si legge nel documento sottoscritto da Nicola Casagli, Pierluigi Contucci, Andrea Crisanti, Paolo Gasparini, Francesco Manfredi, Giovanni Orsina, Luca Ricolfi, Stefano Ruffo, Giuseppe Valditara, Claudio Zucchelli.

Dopo aver sottolineato che, alla luce della Costituzione, il coordinamento e la programmazione delle politiche di tutela della salute degli italiani erano di competenza di Conte e dei suoi ministri, il documento (disponibile su www.fondazionehume.it e www.lettera150.it) analizza i 10 dossier ritenuti strategici: “tamponi di massa, scuole in sicurezza, dati epidemiologici accessibili, tracciamento, assembramenti e sanzioni, terapie intensive, distanziamento sui mezzi pubblici, vaccini antinfluenzali, medicina del territorio, Covid hotel“. “Su queste materie e’ avvenuta la Caporetto del Governo – si legge in una nota di Lettera 150 – come dimostra l’evoluzione dell’epidemia e il grido di allarme degli operatori sanitari”. “Il problema cruciale di un’epidemia non e’ portare il numero di contagi vicino a zero, ma mantenerlo basso quando il peggio sembra passato. Per garantire questo, servono tutte e 10 le cose che abbiamo elencato serve, soprattutto, un impegno solenne del governo centrale ad attuarle in tempi brevi e certi. Serve un cronoprogramma che specifichi costi, strumenti, fasi di avanzamento, date di conclusione. Perche’ il rischio che corriamo e’ grande. E’ il rischio che, dopo il tempo delle chiusure, quello delle aperture ci restituisca la medesima illusione in cui siamo vissuti quest’estate. Un intervallo in cui si fa poco per contrastare il virus, ci si illude che il virus sia in ritirata, e cosi’ si prepara l’arrivo di una nuova ondata“, si legge nel documento.