L’emergenza coronavirus ha creato e crea ogni giorno tanto scompiglio, non solo tra la gente ma anche nelle cliniche e negli ospedali, dove non bisognerebbe commettere errori. Arriva dalla Toscana una storia che ha dell’incredibile: un geometra 33enne ha ricevuto una lettera dall’Asl Toscana Centro, presidio ospedaliero di Prato, che conteneva il referto dell’esito del tampo per Covid fatto su suo figlio. La data del tampone è 29 settembre 2020, ma il bambino al quale sarebbe stato effettuato, nato il 10 febbraio 2019, è deceduto il 22 marzo 2019 a causa di un arresto cardiaco conseguente a una grave malformazione congenita, dopo un mese in terapia intensiva all’ospedale pediatrico Meyer.
“Io dico solo una cosa, se questo è il modo in cui il Ministero riferisce ogni giorno i numeri sui tamponi eseguiti, siamo messi bene. Che attendibilità possono avere quei numeri se dentro hanno inserito anche quello di mio figlio morto 18 mesi fa? Immagino, inoltre, che lo Stato abbia pagato per quell’esame, per cui mi viene pure da pensare che qualcuno lucri sui tamponi falsi come questo”, ha raccontato il padre del piccolo Guglielmo a Notizie.it.
Il referto del tampone con esito “Non rilevato”, è stato emesso dal reparto di patologia clinica dell’ospedale di Prato diretto dal dottor Ismaele Fusco. ”Ma io non conosco il dottor Fusco e non sono mai andato all’ospedale di Prato. Non capisco come abbiano fatto a redigere un referto tanto sconcertante. Ma, se vogliamo, la cosa ancor più agghiacciante – aggiunge – è che nel documento si dice che il referto originale è conservato presso il laboratorio di biologia molecolare dell’ospedale di Prato. Sarei curioso di sapere che cosa c’è scritto. Io non ho ancora chiamato l’Asl per chiedere spiegazioni ma ho già contattato il mio avvocato e mi riservo azioni legali nei loro confronti“, ha concluso il 33enne toscano.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?