Coronavirus, Walter Ricciardi: “Non è mutato, è stato sottovalutato un preciso fatto storico”

Coronavirus, Ricciardi: "E' stato sottovalutato il fatto storico che tutte le pandemie hanno una seconda ondata più pericolosa della prima"

MeteoWeb

Il Coronavirusnon è mutato, se non in modo marginale. La virulenza e la patogenicità sono le stesse degli inizi della pandemia in tutto il mondo. Questa è un’evidenza scientifica molto forte, che è stata alterata da alcune dichiarazioni anche di autorevoli colleghi, soprattutto clinici che non hanno capito bene che i pazienti che loro vedono, il numeratore, non corrispondono alla verità assoluta ma a un importante input che deve essere rapportato al denominatore della popolazione“: è quanto ha affermato oggi Walter Ricciardi, consigliere del Ministro della Salute per l’emergenza Coronavirus e ordinario di Igiene generale e applicata alla Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica di Roma, nella lettura magistrale tenuta questa mattina al XXVI Congresso nazionale della Società italiana di neonatologia, in corso a Venezia. “Per l’Organizzazione mondiale della sanità ieri è stato il peggior giorno sia per numero di contagi che, purtroppo, di decessi“, ha ricordato Ricciardi.

E’ stato sottovalutato il fatto storico che tutte le pandemie hanno una seconda ondata più pericolosa della prima” e “rispetto a quello che ci aspetta, cioè una pressione enorme con l’arrivo dell’influenza, bisognava rafforzare il sistema di testing allargandolo a tutte le strutture, sia pubbliche che private che sono in grado di farlo, e poi con i pronto soccorso che in molti casi non hanno ancora fatto i percorsi differenziati“, ha spiegato Ricciardi a “Buongiorno“, su Sky TG24. “La rilassatezza che si è determinata in tutti a partire dall’estate ha determinato un abbassamento della guardia. Ora ci sono Regioni che si sono fatte trovare più o meno preparate, e la mia preoccupazione è che questa preparazione non sia ancora adeguata a maggior ragione per quando arriverà l’influenza, e ci sono altre Regioni che si sono fatte trovare più impreparate, cioè non hanno aumentato quella capacità di testing che era presumibilmente necessaria e si è rivelata assolutamente necessaria“. “Non voglio colpevolizzare le Regioni, so che ieri alcuni presidenti si sono risentiti per le mie dichiarazioni, ma voglio sottolineare che di fronte a una pandemia da virus respiratorio bisogna lavorare tutti insieme e basare le decisioni sull’evidenza scientifica“.