“Chiediamo ai leader di agire immediatamente, per evitare ulteriori morti inutili, il tracollo dei servizi sanitari essenziali e la chiusura, di nuovo, delle scuole”. Lo ha dichiarato il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel suo briefing sulla pandemia di Covid-19. “Siamo in una fase critica della pandemia di Covid-19, in particolare nell’emisfero settentrionale. I prossimi mesi saranno molto difficili e alcuni Paesi si trovano su una strada pericolosa“, ha spiegato il capo dell’Organizzazione mondiale della sanita’. “Troppi Paesi stanno assistendo a un aumento esponenziale dei casi di Covid e questo sta ora portando a ospedali e unita’ di terapia intensiva al massimo delle capacita’ oppure oltre, gia’ in ottobre“, ha aggiunto.
“La chiave per un fronte unito contro il virus e’ condividere le risorse in modo equo. L’ossigeno e’ uno dei farmaci piu’ essenziali per salvare i pazienti con Covid-19. E molti paesi semplicemente non hanno abbastanza ossigeno disponibile per assistere i pazienti malati mentre lottano per respirare“, ha precisato Ghebreyesus, nel briefing sulla pandemia del nuovo coronavirus. “Le stime suggeriscono che alcuni dei Paesi piu’ poveri potrebbero avere solo il 5%-20% dell’ossigeno di cui hanno bisogno per la cura dei pazienti. Con la pandemia, la domanda di ossigeno e’ cresciuta in modo esponenziale“, ha aggiunto. “A giugno, quando c’erano circa 140 mila nuovi casi di Covid-19 al giorno, il fabbisogno globale di ossigeno era stimato in circa 88 mila grandi bombole ogni giorno in tutto il mondo. Con l’aumento dei casi giornalieri in tutto il mondo a oltre 400 mila, il fabbisogno di ossigeno e’ salito a 1,2 milioni di bombole ogni giorno, 13 volte superiore”, ha aggiunto Tedros.


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