Disabile positiva al Covid violentata in una struttura dichiarata ‘zona rossa’: aperta un’inchiesta della Procura

L'inizio della gravidanza risale allo scorso aprile quando la donna era risultata positiva al Covid-19 ed era una struttura diventata 'zona rossa'

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La Procura di Enna ha aperto un fascicolo per violenza sessuale subita da una giovane disabile con gravi problemi mentali, ospite di un centro specializzato in provincia di Enna: la donna è ora incinta. L’inizio della gravidanza risale allo scorso aprile quando la donna era risultata positiva al Covid-19 e la struttura era diventata ‘zona rossa’. La squadra mobile della Questura di Enna, che indaga, sta sentendo da giorni medici, infermieri, personale della struttura e le persone che sono state a contatto con la giovane per ricostruire la vicenda.

Dall’inchiesta è emerso come il centro specializzato in questione, ospedale privato, è stato uno dei più grossi focolai siciliani della prima ondata di coronavirus, e dunque era off-limits perché diventata ‘zona rossa’ con un provvedimento della Regione per contenere i contagi.

Noi ci siamo accorti di questa gravidanza e abbiamo fatto scattare la denuncia alla procura. Ci siamo messi a disposizione e ci stiamo muovendo insieme a loro. Mettere in atto una disonesta’ del genere… non mi sento di escludere niente”. Lo dice al Giornale Radio Rai Michelangelo Condorelli, direttore sanitario dell’ospedale privato in provincia di Enna. “Non se ne e’ accorta neanche la madre – dice Condorelli – perche’ c’e’ una obesita’ importante, poi ci sono altri problemi clinici che potevano fuorviare”. La struttura ad aprile era uno dei piu’ grossi focolai siciliani della prima ondata Covid e “c’era un caravanserraglio in reparto”, racconta Condorelli, che aggiunge: “in reparto pero’ non poteva entrare chiunque, erano comunque reparti Covid, con i pazienti divisi per sesso e anche in reparti lontani tra loro”.