L’inquinamento è la prima minaccia alla salute in Unione europea

Smog, inquinamento acustico, effetti del cambiamento climatico (in particolare le ondate di calore) sono i maggiori pericoli per la salute in Europa

MeteoWeb

L’inquinamento dell’aria resta la principale minaccia alla salute in Europa ed è responsabile di oltre 400mila morti premature all’anno nell’Unione Europea. Seguono l’inquinamento acustico, che contribuisce a 12 mila morti premature, e gli effetti del cambiamento climatico, in particolare le ondate di calore. A comunicarlo è l’Agenzia europea dell’ambiente nella relazione ‘Healthy environment, healthy lives: how the environment influences health and well-being in Europe/Ambiente sano, vita sana: come l’ambiente influenza la salute e il benessere in Europa’. L’Agenzia attribuisce così una parte significativa dei problemi di salute in Europa all’inquinamento ambientale derivante dalle attività umane. La relazione, che attinge dai dati forniti dall’Organizzazione mondiale della sanità sulle cause dei decessi e delle malattie, sottolinea in che modo la qualità dell’ambiente in Europa riveste un ruolo chiave per la nostra salute e il nostro benessere, evidenziando come le deprivazioni sociali, i comportamenti poco salutari e i mutamenti demografici in Europa influiscano sulla salute ambientale, interessando maggiormente le fasce più vulnerabili della popolazione: “Esiste un chiaro legame tra lo stato dell’ambiente e la salute della nostra popolazione. Tutti devono capire che se ci prendiamo cura del nostro pianeta non salviamo solo gli ecosistemi, ma anche la vita delle persone, in particolare di chi è più vulnerabile. L’Ue è impegnata a seguire questo approccio e, grazie alla nuova strategia sulla biodiversità, al piano d’azione per l’economia circolare e ad altre nuove iniziative, siamo in cammino per costruire un’Europa più resiliente e più sana per i suoi cittadini e non solo”, ha dichiarato Virginijus Sinkevicius, commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca.

“L’influenza Covid-19 è stata un altro campanello d’allarme e ci ha resi profondamente consapevoli della relazione tra i nostri ecosistemi e la nostra salute, nonché della necessità di guardare in faccia la realtà – ha affermato Stella Kyriakides, commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare –: i nostri modi di vivere, di consumare e di produrre generano effetti dannosi sul clima e sulla nostra salute. Con la nostra strategia ‘Dal produttore al consumatore’, a sostegno di un’alimentazione sostenibile e sana, e con il futuro piano europeo di lotta contro il cancro ci siamo assunti un impegno consistente per tutelare la salute dei nostri cittadini e del nostro pianeta”. “Stiamo assistendo a miglioramenti nello stato dell’ambiente in Europa e a una chiara attenzione verso il Green Deal per un futuro sostenibile – ha commentato Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’Aea -. Tuttavia la relazione rivela la necessità di adottare misure decisive per proteggere le persone più vulnerabili nella nostra società, poiché la povertà spesso si accompagna a condizioni ambientali e sanitarie precarie. La gestione di queste interconnessioni deve rientrare in un approccio integrato verso un’Europa più inclusiva e sostenibile”.

Il carico di inquinamento e cambiamento climatico assume proporzioni diverse in Europa, si legge nel rapporto Aea, e si notano differenze nette tra i paesi dell’Europa orientale e occidentale. La maggior parte delle morti a livello nazionale in Bosnia-Erzegovina (27%) è attribuibile all’ambiente, mentre i tassi più bassi si registrano in Islanda e in Norvegia (9%). Le comunità che presentano carenze sociali normalmente si trovano a lottare contemporaneamente con povertà, qualità dell’ambiente scadente e problemi di salute. Le comunità più povere spesso sono esposte a livelli superiori di inquinamento e rumore e a temperature elevate, mentre le condizioni di salute preesistenti aumentano la vulnerabilità ai pericoli per la salute di origine ambientale. È necessario attuare interventi mirati per migliorare le condizioni ambientali delle persone più vulnerabili in Europa, dicono dall’Agenzia europea. I cittadini sono esposti a molteplici rischi in ogni momento, tra cui inquinamento dell’aria, dell’acqua e acustico, nonché a sostanze chimiche, che si combinano e in alcuni casi agiscono contemporaneamente con conseguenze sulla salute.

Le città europee sono particolarmente vulnerabili a questa molteplicità di minacce e al contempo offrono meno opportunità di accesso a spazi verdi e blu, ossia spazi in prossimità dell’acqua . Una ricerca in corso sta indagando i legami tra l’attuale pandemia di Covid-19 e le dimensioni ambientali. Si ritiene che il virus responsabile del Covid-19 abbia “fatto un salto di specie” dagli animali agli esseri umani, un risultato imprevisto della pressione che i consumi sempre maggiori esercitano sui nostri sistemi naturali. Per quanto riguarda l’impatto che la Covid-19 ha sulle comunità, i primi dati suggeriscono che l’inquinamento dell’aria e la povertà possano essere collegati a tassi di mortalità maggiori. In base a una valutazione iniziale della relazione, per chiarire queste interazioni sono necessari ulteriori studi.

La relazione evidenzia la necessità di mettere in atto un approccio integrato alle politiche ambientali e sanitarie per contrastare i rischi ambientali, proteggere le persone più vulnerabili e sfruttare i benefici offerti dalla natura a supporto della salute e del benessere. Un ambiente naturale sano costituisce un meccanismo strategico per l’erogazione di servizi di sanità pubblica, perché riduce le malattie e promuove la salute e il benessere. Con l’attuazione di soluzioni ecologiche ne traggono beneficio contemporaneamente la salute, la società e l’ambiente.

Gli spazi verdi e quelli in prossimità dell’acqua di buona qualità nelle aree urbane favoriscono la salute e il benessere, perché offrono zone adatte all’attività fisica, al rilassamento e all’integrazione sociale, con vantaggi notevoli per le comunità più svantaggiate. Inoltre questi spazi rinfrescano le città durante le ondate di calore, mitigano le alluvioni, riducono l’inquinamento acustico e supportano la biodiversità urbana. Nel corso della pandemia di Covid-19 numerosi commentatori hanno osservato una riscoperta dei vantaggi che l’accesso alle aree verdi e a quelle in prossimità dell’acqua porta alla salute e al benessere mentale, soprattutto nelle aree urbane. Nell’ambito dell’Ue, concludono dall’Aea, il Green Deal europeo rappresenta un cambio di direzione decisivo nel dettare gli orientamenti dell’agenda politica europea e definisce una strategia sostenibile e inclusiva per migliorare la salute e la qualità della vita dei cittadini, il rispetto della natura, senza lasciare indietro nessuno.