Maltempo, Costa: “L’80% del territorio italiano sottoposto a rischio idrogeologico, presto stato di emergenza in CdM”

"Oggi parliamo di Piemonte e Liguria, ma la storia recente, ahimé, è disseminata di situazioni simili e tutte molto gravi. L'Italia è un paese molto fragile"

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Non bisogna lasciare soli i territori. Oggi parliamo di Piemonte e Liguria, ma la storia recente, ahimé, è disseminata di situazioni simili e tutte molto gravi. L’Italia è un paese molto fragile, lo sappiamo: l’80% del territorio è sottoposto a rischio idrogeologico. Così il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, durante il question time alla Camera, rispondendo a un’interrogazione del Pd sulle iniziative a sostegno delle popolazioni colpite dai recenti eventi alluvionali, con particolare riferimento al Piemonte e alla Liguria, e per la messa in sicurezza del territorio.

Per quanto riguarda l’emergenza, che afferisce alla Presidenza del Consiglio e alla Protezione civile, non al mio ministero, il direttore Angelo Borrelli sarà in questa settimana nelle zone aggredite dagli eventi climatici, ma si stanno già elaborando le richiesta di stato emergenza delle Regioni, per le quali c’è la massima disponibilità del governo a dare una risposta immediata”, e la dichiarazione dello stato di emergenza “andra’ in Consiglio dei ministri non appena gli atti amministrativi saranno stati definiti, il presidente della Regione Liguria e della Regione Piemonte li hanno gia forniti, sono sul tavolo di Borrelli”, ha aggiunto Costa.

L’indice di accelerazione di spesa e progettualita’ negli ultimi due anni, ed e’ stato un impegno di questo ministero dell’Ambiente, e’ raddoppiato: siamo arrivati a 679 interventi. Non e’ ancora sufficiente, c’e’ un tempo da recuperare e ci sono tante problematiche – ha ammesso il ministro – pero’ questo e’ successo”. E ha assicurato che l’obiettivo dell’Esecutivo e’ quello di “non lasciare da soli Comuni e Regioni”. “In Liguria e in Piemonte sono stati già finanziati 157 interventi, adesso e con una velocità notevole, così come abbiamo dimezzato i tempi per le varianti dei piani di bacino distrettuali”.

I cambiamenti climatici incidono in modo significativo sul dissesto idrogeologico. Rimanendo sulla Liguria e il Piemonte, noi lavoriamo adesso sull’emergenza. L’emergenza significa intervenire, tragicamente, ex post. Non ci dà nessuna soddisfazione dire che i soldi ci sono e che dovremo essere veloci. Tutto il tema è la prevenzione, per evitare i morti ma anche i danni. Nei decenni passati – ha aggiunto Costa – alcuni elementi non hanno favorito certo la questione della tutela del territorio dal dissesto idrogeologico. Penso alle situazioni urbanistiche non hanno avuto una storia amministrativa corretta, parlo di abusi. Nonostante i passi fatti in avanti, c’è una storia antica che incide ancora oggi. Poi c’è tutto il tema dell’assetto forestale. Malgrado l’inventario forestale ci dica che sono cresciuti i boschi in Italia magari non è cresciuta la qualità dei boschi”.

L’Ipcc, svariati anni fa e non certo l’altro ieri, dichiara che noi siamo dentro i cambiamenti climatici, non che arriveranno. Il cambiamento climatico si manifesta in termini di temperatura ma anche di precipitazioni tipo quelle avute tragicamente in queste ore” in Italia. Costa ha quindi ricordato “che sono cadute in 24 ore piogge di 4-5 mesi con una concentrazioone pazzesca, che la nostra temperatura media e’ salita di 1,5 gradi e che i picchi in particolare delle stagioni creano un differenziale enorme con le stagioni di passaggio”. “Queste piogge che arrivano sono particolarmente aggressive. Qualcosa – afferma Costa – e‘ oggettivamente cambiato ed e’ scientificamente dimostrato. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Guterres, dice che la sfida dei cambiamenti climatici e’ la sfida delle sfide planetaria. Non riguarda solo l’Italia – dice Costa – ma anche l’Italia. Il dato piu’ recente di Ispra parla del 2019 come terzo anno piu’ caldo degli ultimi 60 anni e negli ultimi 20 anni l’elenco degli anni piu’ caldi ogni volta si rincorre continuamente”.