Maltempo: greggi dispersi e animali bloccati in alpeggio, milioni di euro di danni all’agricoltura

Il maltempo si è abbattuto sulle regioni più fragili della Penisola con Piemonte e Liguria che hanno ben il 100% dei comuni con parte del territorio a rischio idrogeologico

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Interi greggi di pecore dispersi, animali bloccati in alpeggio, serre divelte, frutteti e coltivazioni distrutti, alberi abbattuti, olive sbattute a terra, risaie allagate proprio nel momento della raccolta ma anche cascine isolate, frane nei terreni, strade rurali interrotte e ponti impraticabili con milioni di euro di danni all’agricoltura: è quanto emerge dal primo bilancio tracciato dalla Coldiretti sugli effetti dell’ondata di maltempo che ha colpito duramente le campagne del nord Italia in Val d’Aosta, Liguria, Piemonte e Lombardia facendo esondare fiumi con frane e smottamenti diffusi.
La perturbazione si è abbattuta sulle regioni più fragili della Penisola con Piemonte e Liguria che hanno ben il 100% dei comuni con parte del territorio a rischio idrogeologico, secondo l’analisi Coldiretti sulla dati Ispra che evidenzia una percentuale di rischio è la più alta a livello nazionale dove sono 7275 i comuni complessivamente a rischio, il 91,3% del totale. In Liguria – sottolinea la Coldiretti – si segnalano frane e smottamenti con difficoltà anche per le aziende in alpeggio ma si contano anche danni alle colture in campo con il forte vento e trombe d’aria che non hanno risparmiato le olive ormai prossime alla raccolta.
In Valle d’Aosta campi allagati per l’esondazione della Dora in bassa Valle, serre divelte dal forte vento, stalle evacuate e ancora frutteti distrutti e vigneti pesantemente danneggiati ma il maltempo ha colpito anche la rete viaria in particolare nel territorio della media e bassa Valle secondo la Coldiretti.
In Piemonte il maltempo non ha risparmiato l’agricoltura con campi allagati in tutta la regione, imprese floricole della provincia di Verbania sott’acqua e difficoltà per i margari, che non sono potuti rientrare con gli animali a valle, essendo compromesse le infrastrutture viarie. Grave la situazione del riso nel triangolo d’oro tra Vercelli, Novara e Pavia in Lombardia si coltiva l’80% del riso in Italia con intere aziende agricole che – riferisce la Coldiretti – sono state allagate proprio alla vigilia del raccolto con la perdita di un intero anno di lavoro. Il maltempo ha dunque colpito in un momento dunque importante per l’Italia che – continua la Coldiretti – si conferma primo produttore europeo di riso, con 228 mila ettari coltivati quest’anno e 4 mila aziende agricole che raccolgono 1,50 milioni di tonnellate di risone all’anno, pari a circa il 50% dell’intera produzione Ue e con una gamma varietale unica e fra le migliori del mondo.Sale dunque il conto dei danni di un inizio autunno 2020 segnato da tempeste praticamente raddoppiate (+92%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno con ben 127 eventi estremi tra nubifragi, grandinate, vento forte, tornado, bombe d’acqua secondo l’analisi della Coldiretti su dati dell’European Severe Weather Database (Eswd) dal 21 settembre fino ad ora, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Siamo di fronte – conclude la Coldiretti – alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con grandine di maggiori dimensioni, una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con costi per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti.