La lunga battaglia di Jole Santelli: il coraggio della governatrice calabrese anche di fronte a pettegolezzi maligni

Una battaglia durata sei anni, quella di Jole Santelli contro il tumore: la forza ed il coraggio della governatrice calabrese

Non ho mai nascosto la mia malattia, qui tutti sanno, non voglio neanche pero’ che essa mi perseguiti. Io sono in cura presso il reparto di oncologia di Paola. Da noi ci sono medici eccellenti. Le eccellenze in un mare di incompetenza, clientelismo, ignavia annegano come sassolini nello stagno. Lo so, tante cose non vanno. E io provero’ a cambiare“, con queste parole, lo scorso 12 gennaio, Jole Santelli raccontava al Fatto Quotidiano la sua battaglia contro il cancro.

Era l’autunno 2014 quando Jole Santelli scopriva di avere un tumore all’utero: una notizia che ha sicuramente sconvolto la Presidente della Regione Calabria, ma che l’ha portata ad essere forte e coraggiosa. 6 anni di sofferenza e coraggio per la governatrice calabrese, che non ha mai fatto mistero della sua malattia, lanciando sempre messaggi di speranza nella vita, nel futuro e anche nella sanità calabrese.

Quando una persona subisce un attacco cosi’ violento alla propria vita, quando il dolore fisico si fa radicale e incomprimibile, allora quella persona ha due strade: deprimersi e farsi portare via dalla corrente, scegliere che il destino scelga per lei. Oppure attivarsi, concentrarsi e soprattutto ribellarsi. Quando Silvio Berlusconi mi offre la candidatura ringrazio felice, ma chiedo due minuti prima di accettare. Chiudo la telefonata e formo il numero del mio oncologo: posso candidarmi? Posso onorare il mandato quinquennale? Il medico risponde: non solo puoi candidarti ma mi auguro che io possa essere il tuo consulente negli anni della presidenza. La malattia ti da’ tanti dolori ma ti fa un grande regalo: ti fa conoscere la liberta’, ti aiuta a non avere paura di niente, a non rispettare piu’ le convenienze. La malattia, oltre alla disgrazia, mi ha dato la fortuna di non avere paura della liberta’, di essere libera e di sentirmi tale. E non ho paura del coraggio che serve perche’ quello l’ho dovuto conoscere cosi’ bene che e’ diventato un mio amico fraterno“, aveva aggiunto poi la Santelli.

La governatrice calabrese ha perso oggi la sua battaglia ma resta un esempio di forza e coraggio, mostrati anche quando si è trovata di fronte le malignità della gente: “mi hanno rotto i coglioni, miserabili“, così sbottava lo scorso settembre dopo alcuni pettegolezzi sul suo stato di salute.