Multe folli durante lo stato d’emergenza, accolto il ricorso. Il giudice non ha dubbi: “abuso di potere da parte del governo”

Multato durante il lockdown fa ricorso e lo vince: il giudice di pace incolpa il Premier Conte e il Governo di abuso di potere

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L’emergenza coronavirus ha creato molto scompiglio, confusione, paura e preoccupazione. Non sono mancati i gesti estremi, tragici, ma anche quelli divertenti, esilaranti e clamorosi. Se in questi giorni si parla tanto di multe impensabili, a gente che non ha indossato la mascherina in situazioni dove era lecito non farlo, anche durante il lockdown dello scorso inverno sono state tantissime le persone multate per svariati motivi.

C’è chi non ha accettato al multa e, a maggior ragione in una situazione così complicata, non ha avuto intenzione di pagare le quote salate imposte dal governo, facendo ricorso. Lo ha fatto un uomo che lo scorso 11 aprile è stato multato per aver violato l’obbligo di stare a casa, vincendo il ricorso.

A raccontarlo è stato Il Tempo: si tratta di una sentenza dello scorso luglio, ma la notizia è stata resa nota solo nelle ultime ore. Il giudice di pace Emilio Manganiello avrebbe affermato che il lockdown imposto dal Premier Conte è un abuso e che le sanzioni una prepotenza che va oltre i limiti della Costituzione.

Il giudice di pace ha accolto il ricorso perchè secondo nessun punto della Costituzione lo stato d’emergenza oer ragioni sanitarie dà al governo il poter. Su “Il Tempo”, inoltre, si legge l’art. 13 della Costituzione sul quale si è basata la sentenza: “La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria“.