Ora solare, andrologi: “Insieme all’ansia da Covid mette a rischio il desiderio sessuale”

"Quando i ritmi sballano, il testosterone si riduce significativamente e l'attività sessuale ne fa le spese: l'arrivo dell'ora solare sommandosi all'ansia legata alla pandemia moltiplica i disturbi"

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Stanotte torna l’ora solare e almeno per questa notte, dormiremo un’ora in più. Tuttavia, sono diversi gli effetti sulla salute, anche quella sessuale. Il passaggio all’ora solare determina uno sfasamento tra ritmo sonno-veglia e ‘orologio’ biologico, con una de-sincronizzazione simile al jet lag, dei ritmi circadiani che può favorire la disfunzione erettile. Il calo del desiderio viene addirittura peggiorato dall’ansia da Covid che stiamo vivendo e, in particolare, dal timore che il partner potrebbe contagiarci. È quanto sottolineano gli esperti della Società italiana di Andrologia (Sia), commentando i dati di uno studio statunitense pubblicato sul Journal of Sexual Medicine e appena discusso su Nature.com, che mostrano come la disfunzione erettile sia più comune fra i lavoratori che fanno turni di notte e che per questo hanno un’alterazione dei ritmi circadiani.

“Anche l’attività dell’apparato riproduttivo maschile – spiega Tommaso Cai, segretario della Sia – segue una ciclicità nell’arco delle 24 ore, governata dalle oscillazioni nella produzione del principale ormone maschile, il testosterone, che di norma viene sintetizzato in maggior quantità al mattino e prodotto in minor misura alla sera. Quando i ritmi sballano, il testosterone si riduce significativamente e l’attività sessuale ne fa le spese. Così l’arrivo dell’ora solare sommandosi all’ansia legata alla pandemia moltiplica i disturbi del sonno e il desiderio langue”. “Lo confermano i risultati di uno studio Usa: i dati raccolti dai ricercatori americani su oltre 700 pazienti, dimostrano che il lavoro con turni di notte comporta uno squilibrio dell’orologio biologico e provoca anche un maggior rischio di disfunzione erettile, associato ad alterazioni nella produzione di testosterone“, osserva Cai.

I dati mostrano anche – riferisce una nota Sia – che una terapia a base di testosterone può mitigare le difficoltà dei pazienti, ribadendo la centralità dell’ormone nel garantire una buona vita sessuale. Inoltre, lo studio conferma che la disfunzione erettile può essere la prima ‘spia’ di patologie sistemiche di varia natura, in questo caso i disturbi del sonno e le alterazioni circadiane. “Non dobbiamo dimenticare che l’erezione e il benessere sessuale in generale sono il risultato di un intero sistema che funziona seguendo una precisa sincronia fra i diversi organi”, aggiunge Alessandro Palmieri, presidente Sia e professore di Urologia all’Università Federico II di Napoli. “Se un ingranaggio si inceppa o non lavora bene – prosegue – il primo a risentirne è proprio il pene: ecco perché il deficit erettile può essere per esempio il primo segnale di malattie cardiovascolari e può precedere di anni eventi gravi come infarti e ictus. Il testosterone, nello specifico, è fondamentale per una buona erezione e per prevenire malattie cardiovascolari e osteoporosi: mantenere il ritmo della produzione ormonale è indispensabile, per questo un buon ritmo sonno-veglia è utile anche per una soddisfacente vita sessuale. Un segnale che tutto è nella norma è la presenza delle erezioni notturne, sotto il diretto controllo dell’ormone perché non finalizzate a un rapporto sessuale ma necessarie come ‘palestra’ per l’organo”. “Il solo testosterone però non basta a garantirle – sottolinea – per una buona erezione serve anche un corretto afflusso di sangue, che può essere pregiudicato in caso di diabete, disturbi del sonno come le apnee ostruttive o malattie cardiovascolari come ipertensione e aterosclerosi. Per non fare cilecca a letto, quindi – conclude – è importante mantenersi in salute, valutare e risolvere eventuali altre patologie ma anche rispettare un adeguato ciclo sonno-veglia”.