Proteste contro il Dpcm, è guerriglia a Roma: bombe carta e cassonetti in fiamme a Piazza del Popolo, “siamo sull’orlo di qualcosa di peggio” [FOTO]

La tensione è salita quando dal corteo, formato da circa 200 persone, sono stati lanciati petardi contro le forze dell'ordine

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Violenti scontri, con lanci di bombe carta, petardi e cassonetti in fiamme, sono in corso a Roma nella zona di Piazza del Popolo (vedi foto della gallery scorrevole in alto). Gli agenti di polizia in assetto anti sommossa hanno disperso i manifestanti grazie all’intervento di mezzi forniti di idranti. Dopo la carica con gli idranti e la devastazione in piazzale Flaminio e via Giambattista Vico, con cassonetti spaccati e in fiamme, il corteo ha lasciato piazza del Popolo per disperdersi ora verso il lungotevere.

La tensione è salita quando dal corteo, formato da circa 200 persone, sono stati lanciati petardi contro le forze dell’ordine. Da lì la polizia è partita con gli idranti spingendo i manifestanti verso piazzale Flaminio e poi si sono dispersi nelle vie laterali dove hanno dato fuoco ad alcuni cassonetti. Scontri con le forze dell’ordine si sono avuti anche all’altezza del lungotevere in Augusta, sul ponte Regina Margherita. I manifestanti hanno lanciato bottiglie di vetro e bombe carta. Sono stati incendiati anche diversi monopattini e biciclette. Disperso il gruppo di infiltrati nel corteo partito pacificamente da piazza Cavour e finito con i disordini in piazza del Popolo, è il quartiere Prati ora ad esser presidiato dai reparti mobili di polizia, carabinieri e guardia di finanza oltre che da un elicottero dall’alto.

16 fermati in seguito agli scontri. Lo si apprende da fonti di polizia. Tra loro ultras della Lazio e militanti di estrema destra infiltrati nella manifestazione delle Partite Iva iniziata pacificamente e terminata nel peggiore dei modi.

Manifestazione di protesta anche a Padova

Erano circa trecento i manifestanti che stasera si sono ritrovati a Padova, davanti alla Prefettura, per protestare contro le misure anti-Covid contenute nel Dpcm del Governo. Si trattava per lo piu’ di gruppi di simpatizzanti di destra e Forza Nuova che con striscioni e megafoni hanno gridato la rabbia per la chiusura delle attivita’ commerciali. La manifestazione, che non sarebbe stata autorizzata dalla questura, ha coinvolto anche numerosi commercianti, per lo piu’ baristi e ristoratori, imprenditori e piccole partite Iva dello spettacolo e proprietari di palestre, che hanno denunciato la mancanza di sostegni economico a fronte di un lockdown generalizzato. Il gruppo ha bloccato le Riviere impedendo il passaggio di autobus e tram, che hanno atteso oltre due ore prima di riprendere il servizio. La polizia ha blindato gli accessi alla Prefettura con agenti in assetto anti sommossa, ma la manifestazione si e’ svolta in modo pacifico.

Galli: “Proteste? Siamo su orlo di qualcosa di molto peggio”

Siamo sull’orlo di qualcosa di molto peggio e cioe’ della necessita’ di dover chiudere ancora tutto, cosa che non mi entusiasma ma sta nella realta’ delle cose se le misure non funzioneranno“: lo ha detto il primario del Sacco Massimo Galli, parlando delle proteste contro il nuovo Dpcm, a ‘Fuori dal coro’, in onda stasera su rete 4. “In questi 15 giorni vedremo se con questi provvedimenti invertiremo la rotta senno’ dovremmo ancora continuare con il discorso di una chiusura ancora piu’ vasta. Io pavento il lockdown nazionale, mi auguro si riesca ad evitarlo ma – ha sottolineato – ha funzionato, e’ l’extrema ratio se non riuscissimo a fare altro. La coperta e’ corta”, ha ammonito Galli, sottolineando: “i morti li sto tristemente rivedendo e sono veri, reali“. Se per le difficolta’ economiche per Galli le risorse ci sono, “le trattative con il virus non le possiamo fare perche’ se ne infischia, vorrei avere le stesse risorse per essere certo contenere infezione e capace di curarla come vorrei”.