Una casa per Dèmetra e Kore: in Sicilia inaugurato il MAFRA, museo archeologico dal linguaggio semplice e intuitivo [FOTO]

Il percorso museale del M.A.FRA, che segue un criterio cronologico e topografico, si snoda attraverso cinque sale, tre delle quali sono state dedicate all’esposizione di oltre 200 reperti

  • Credit: Parrinello
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LA SCOPERTA DEL TESORO ARCHEOLOGICO E DELL’ORIGINE GRECA (1979)

Che Francavilla avesse un passato greco è storia più o meno recente. Risale infatti al 1979 la scoperta del tutto casuale – ma non per questo meno affascinante, anzi – di un “tesoretto” archeologico: un gruppo di statuette dal bellissimo volto femminile (VI-V sec. a.C.) che giacevano sottoterra, in quello che gli scavi e gli studi hanno poi identificato come l’area del Santuario – riconducibile al culto di Demetra e Kore – dell’antica città greca, per alcuni forse la Kallìpolis citata dallo storico Erodoto.

Protagonisti della scoperta, avvenuta durante interventi di sbancamento edilizio in via Don Nino Russotti, furono gli stessi cittadini di Francavilla che segnalarono il ritrovamento alla Soprintendenza di Siracusa, sotto la cui giurisdizione ricadevano in quegli anni tutte le attività di ricerca nella provincia di Messina.

LA CAMPAGNA DI SCAVI (1987) E L’ANTIQUARIUM (2007)

Nel 1987, con l’istituzione della Soprintendenza di Messina, venne avviata una campagna di scavi sistematica a Contrada Fantarilli – finanziata da fondi europei (POR 2000-2006) e condotta dall’ archeologo Umberto Spigo – che nel 2007 portò alla realizzazione del primo Antiquarium, in Via Liguria. Da questo nucleo di oltre 200 reperti prende corpo l’attuale collezione del M.A.FRA che oggi riunisce a Francavilla, per la prima volta dalla scoperta del 1979, anche decine di pezzi sinora custoditi nei musei archeologici “Paolo Orsi” di Siracusa e in quello di Naxos. Dal 2010 la gestione dell’Antiquarium, dell’Area Archeologica di Francavilla di Sicilia – e da oggi del M.A.FRA – è stata affidata al Parco Archeologico Naxos Taormina. Obiettivo a breve termine è raccordare l’area archeologica di contrada Fantarilli con il M.A.FRA attraverso la prosecuzione verso nord dello scavo (nell’area oggi occupata dalla “villetta” di proprietà comunale) sino a giungere al giardino del Palazzo. Quest’area, dal 2017 al 2019, è stata saggiata dalla Scuola svedese di studi classici di Roma, sotto la direzione del Prof. Kristian Goransson: gli scavi hanno messo in luce la prosecuzione dell’abitato greco.

IL PROGETTO DEL M.A.FRA.

Alla creazione del nuovo Museo Archeologico di Francavilla (MAFRA) all’interno di Palazzo Cagnone, da sempre ritenuto la sede più idonea per riunire la collezione archeologica, si lavora dal 2015: il progetto ha trovato concordi l’Amministrazione comunale di Francavilla di Sicilia e il Parco Naxos Taormina che, nel 2019 ha iniziato la progettazione dello spazio museale, coinvolgendo suoi professionisti. L’ordinamento scientifico dei reperti e la stesura dei testi dei pannelli informativi e i contenuti multimediali sono stati curati dalla direttrice del Parco, l’archeologa Gabriella Tigano, e dalla funzionaria archeologa Maria Grazia Vanaria con il contributo degli archeologi esterni Umberto Spigo, Mariella Musumeci e Cettina Rizzo. Mentre il concept museale, l’allestimento degli spazi espositivi e la definizione del logo sono stati progettati da Diego Cavallaro. Per la realizzazione del MAFRA il Parco Archeologico di Naxos Taormina ha investito poco più di 80 mila euro.

M.A.FRA | PALAZZO CAGNONE | Il contenitore

Nel quartiere medievale, ai piedi della rocca con i resti del castello normanno, Palazzo Cagnone, sede del M.A.FRA, è un edificio del XVI secolo intitolato alla nobile famiglia Cagnone che lo ha abitato nel 1700. Si conserva intatto sia negli arredi che nella pavimentazione settecentesca in maiolica di Caltagirone. Al suo interno ospita un piccolo giardino di agrumi, mentre l’ex palmento e la cantina, dopo l’intervento di restauro del 2006, si possono individuare nell’ampio salone dei congressi. Già sede della Biblioteca civica, Palazzo Cagnone è destinato a divenire un polo culturale. La sua posizione, ai piedi della rocca, crocevia degli itinerari naturalistici degli appassionati di trekking alla scoperta delle Gurne (i laghetti) del fiume Alcantara, si rivela strategica per integrare l’offerta turistica di servizi e svaghi per i visitatori, che possono così spaziare dall’esperienza in mezzo alla natura nella Riserva fluviale dell’Alcantara fino alla conoscenza del passato greco di Francavilla grazie alla presenza del museo archeologico MAFRA.

M.A.FRA | I contenuti

Il percorso museale del M.A.FRA, che segue un criterio cronologico e topografico, si snoda attraverso cinque sale, tre delle quali sono state dedicate all’esposizione degli oltre 200 reperti, frutto delle varie campagne di scavo nel territorio di Francavilla: 35 pezzi (fra cui la grande Protome Fittile, fine VI, inizi V sec.a.C. e alcuni frammenti di Pìnakes) giungono dal Museo Paolo Orsi di Siracusa, nei cui magazzini sono stati custoditi in tutti questi anni; mentre dal Museo di Naxos ne sono arrivati una decina che si aggiungono agli altri reperti esposti nell’Antiquarium di Francavilla. Aprono e chiudono il percorso museale due sale con contenuti multimediali. La prima dà il benvenuto in tredici lingue e, con un video in italiano e inglese, introduce al percorso museale. L’ultima sala, quella dai contenuti tecnologici d’avanguardia, è la Sala immersiva per un viaggio virtuale e a volo d’uccello nel paesaggio della Valle dell’Alcantara di ieri e di oggi.

M.A.FRA | Il percorso museale | Le sale e i reperti in mostra

VIDEO. Un “Benvenuto” in tredici lingue (Italiano, inglese, francese, tedesco, greco, spagnolo, portoghese, catalano, olandese, russo, cinese, arabo e giapponese) accoglie i visitatori del MAFRA nella Sala al pianterreno, dove un video introduce alla scoperta dello spazio museale, della città di Francavilla e della ricchezza naturalistica del paesaggio della Valle dell’Alcantara. La biglietteria è dotata di armadietti numerati e muniti chiave singola per consentire ai visitatori di depositare effetti personali, zaini e borse voluminose prima di entrare al Museo. Tutte le sale sono accessibili dai visitatori a mobilità ridotta.

SALA I (Prima dei Greci) Nella prima sala un grande pannello introduce al territorio della Valle dell’Alcantara frequentato sin da età preistorica. Una vetrina conserva pochi ma significativi reperti – frammenti di vasi (dolio), tazze e un singolare manufatto in bronzo con quattro braccia (candelabro?) – provenienti dalla fase pre-protostorica di Francavilla che documenta un insediamento indigeno di etnia sicula risalente alla fine dell’età del bronzo (XIII- XII sec. a.C.) prima dell’incontro con i Calcidesi di Naxos.

SALA II (La Casa) La seconda sala è dedicata alla città greca, un lembo della quale è visibile in Contrada Fantarilli. Provengono da qui antefisse in terracotta, pesi da telaio per la tessitura, lucerne, vasi e monete, anfore per la raccolta dell’acqua piovana o per conservare olio, vino, cereali: oggetti che raccontano la vita quotidiana dei Greci dal VI al III secolo a.C.

SALA III (Il Santuario) La terza sala ospita la ricca collezione di depositi votivi del Santuario suburbano di via Don Nino Russotti dedicato alle dee Demetra e alla figlia Persefone, uno dei complessi sacri di maggiore rilievo della Sicilia greca. Spiccano su tutto le protomi femminili in terracotta, i pìnakes figurati a rilievo e alcuni reperti della necropoli di V secolo a.C. fra i quali bei frammenti di ceramica attica figurata.

SALA IMMERSIVA. Il percorso si conclude con un’esperienza immersiva all’interno della “Francavilla immersive room” dove il visitatore può compiere un viaggio virtuale indietro nel passato: una narrazione per immagini, parole e musica che integra fonti documentali, reperti, foto d’epoca e, con il supporto delle illustrazioni di disegnatori archeologici, delle animazioni digitali e delle ricostruzioni 2D e 3D, coinvolge il visitatore in un’emozionante e avvolgente esperienza di conoscenza. I testi sono in italiano e inglese.

M.A.FRA | IL PERCORSO MUSEALE | L’innovativo concept espositivo

Le linee guida del MIBACT sulla Comunicazione nei Musei

Museo trasversale: linguaggio semplificato per un pubblico plurale

Il M.A.FRA è un museo trasversale, si presta cioè ad essere esplorato da un pubblico plurale, da visitatori di ogni età e di varia formazione ed educazione. Secondo le linee guida del Mibact per la “Comunicazione nei musei” (2015), segnaletica, pannelli informativi e didascalie del M.A.FRA adottano un linguaggio semplificato – sempre bilingue, italiano e inglese – che traduce e interpreta con parole di uso comune il lessico degli studiosi. L’obiettivo è infatti quello di ridurre lo scollamento fra cittadini e beni culturali, allargare il pubblico dei visitatori e aumentare il legame identitario fra la comunità e il suo patrimonio culturale.

Ad arricchire la narrazione del MAFRA sono numerose illustrazioni, realizzate anche con il supporto professionale dei disegnatori archeologici, che completano e integrano la parte testuale facilitando la comprensione anche a un pubblico infantile e prescolare rendendo la tappa al M.A.FRA una meta ideale per le famiglie; mappe del territorio per approfondire la rete di insediamenti e monumenti lasciati dai popoli che hanno vissuto in Sicilia nei secoli scorsi; e poi i racconti: la “Favola delle Stagioni” con la leggenda del rapimento di Persefone e la disperazione della madre Demetra che la cerca in giro per il mondo, abbandonando il pianeta ad un gelido inverno; i focus sui riti propiziatori del buon raccolto fino alla storiella de “La bottega del vasaio”: ipotesi fantastica – e verosimile – che potrebbe spiegare gli “ipercotti”, manufatti in ceramica, deformi, trovati durante gli scavi in un’area artigianale di contrada Fanterilli. In programma anche una sala per i laboratori di didattica museale.

M.A.FRA | IL PERCORSO MUSEALE | I contributi professionali

Il progetto espositivo, con il coordinamento della Direttrice del Parco, l’archeologa Gabriella Tigano – e il contributo degli archeologi esterni Umberto Spigo, Mariella Musumeci e Cettina Rizzo – è stato curato da due funzionari del Parco: l’archeologa Maria Grazia Vanarìa per l’elaborazione del percorso di visita, la parte storico-scientifica, la stesura dei testi di pannelli, infografiche e i contenuti multimediali; il graphic designer Diego Cavallaro per la parte grafica dell’allestimento e dei video e la definizione del nuovo logo del M.A.FRA, tratto da uno dei pìnakes della collezione; le illustrazioni a corredo dei pannelli e per l’animazione digitale della Sala immersiva sono del disegnatore archeologico Luigi Grasso (Parco Naxos Taormina), mentre quelle a corredo dei pìnakes, dei quali ricostruiscono la scena, sono di Rita Musumeci (Parco di Siracusa). Alla realizzazione del M.A.FRA hanno contribuito Pizzico D’Arte Floridia Allestimenti per il trasporto dei reperti, la realizzazione delle teche e l’allestimento delle vetrine; mentre la Sala Immersiva è stata progettata e realizzata dalla società Aurora Meccanica.

M.A.FRA | IL PERCORSO MUSEALE | La selfie zone del #MuseoMAFRA

Per la community virtuale delle varie piattaforme social è stata predisposta una “Selfie Zone” nella seconda sala con lo sfondo del profilo di Persefone, logo del museo. Qui i visitatori, singoli, gruppi e scolaresche potranno scattare i loro selfie, un ricordo dell’esperienza di visita al M.A.FRA da condividere sulle varie piattaforme social, moltiplicando la conoscenza del nuovo museo e, implicitamente, invitando a venirlo a conoscere insieme alla città di Francavilla. L’hashtag per la condivisione è #MuseoMAFRA

M.A.FRA | INFO UTILI

Il Museo M.A.FRA è aperto dal martedì a sabato 10-13, 15-16.30. La domenica 10-13 (presto sarà aperto anche la domenica pomeriggio, con il personale del Parco Naxos Taormina). Lunedì chiuso.

L’ingresso sarà gratuito fino al 6 gennaio 2021. Per prenotare la visita occorre telefonare al numero 0942 388.028

LA CONVENZIONE FRA I PARCHI E IL COMUNE

Per la gestione del Museo è stata stipulata una convenzione tra il Parco Archeologico di Naxos Taormina (Direttore Gabriella Tigano), il Parco Archeologico di Siracusa (Direttore Carlo Staffile) e il Comune di Francavilla di Sicilia (Sindaco Vincenzo Pulizzi). Ai primi due la competenza scientifica, la tutela e la valorizzazione della nuova sede museale. Al Comune spettano i servizi di custodia e di vigilanza, la manutenzione ordinaria e straordinaria del Museo, le spese di funzionamento (acqua, telefono, energia elettrica etc.), la pulizia ordinaria e straordinaria delle sale, la manutenzione degli impianti di sicurezza. L’istituzione di un biglietto di accesso al Museo sarà concordata e definita tra le parti con nuova convenzione.

GLI OBIETTIVI

Nel restituire identità e consapevolezza della proprie radici greche alla comunità di Francavilla di Sicilia, Il Parco Archeologico di Naxos Taormina si è posto un obiettivo a lungo termine: incrementare l’efficienza del Museo supportando in maniera concreta lo sviluppo culturale, sociale e dunque socioeconomico della città di Francavilla di Sicilia e del suo comprensorio, un’area dalle potenzialità ancora inespresse

Al centro tra il museo archeologico di Naxos e quello di Randazzo, il MA.FRA – con l’area archeologica di contrada Fantarilli, che presto sarà di nuovo resa fruibile al pubblico – si candida a divenire un punto di riferimento culturale importante per la rete museale archeologica territoriale. Un luogo d’attrazione imperdibile a poca distanza da uno dei sentieri naturalistici (il Sentiero delle Gurne) più belli della Valle dell’Alcantara.