Spazio, Fraccaro: “Un astronauta italiano andrà sulla Luna se facciamo squadra”

Secondo Fraccaro il settore spaziale è in grado di "attirare in Italia cervelli da tutto il mondo grazie alle nostre competenze"

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E’ iniziata una nuova era dell’esplorazione lunare in vista di quella di Marte, e su questo fronte l’Italia ha competenze straordinarie: è quanto ha dichiarato il sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei Ministri Riccardo Fraccaro, intervenuto oggi alla seconda giornata del convegno “Made in Italy: il rilancio dell’economia italiana nel mondo post Covid” organizzato dal Sole 24 Ore e dal Financial Times. “Grazie alla spinta degli Stati Uniti questo comparto è tornato in auge, e abbiamo la possibilità di svolgere un ruolo da leader, trascinando l’industria e generando un ritorno economico importante“. Il settore spaziale è in grado di “attirare in Italia cervelli da tutto il mondo grazie alle nostre competenze“.
Riferendosi all’accordo recentemente firmato tra Italia e Usa per il programma Artemis, il sottosegretario ha parlato di una “pietra importante nel quadro di un percorso dove l’Italia è stata il primo paese europeo a siglare un’intesa del genere“.

Rispondendo a domanda su quanto sia probabile avere un astronauta italiano sulla Luna o avere la candidata italiana, Simonetta di Pippo, alla guida dell’ESA da 1 a 10, Fraccaro ha risposto: “Se facciamo squadra, 10“. “Dipenderà veramente da quanto saremo capaci di fare squadra come Paese. Questi obiettivi si possono raggiungere“.

L’aerospazio sarà una delle frontiere in cui arriveranno i maggiori investimenti e su cui si giocheranno la crescita economica e la geopolitica internazionale di molti Paesi“.
L’Italia in questo campo “ha capacità e competenze trasversali su tutta la filiera e come governo abbiamo investito molto“.

I principali programmi spaziali verranno confermati, e al momento non vi sono rischi relativi a cancellazioni, ha confermato Fraccaro: “Gli accordi relativi al budget europeo sono stati difficili e complicati: ci sono paesi europei che non hanno le nostre capacità, tradizione e imprese, e che quindi non vedevano per loro un grande ritorno da un investimento europeo nello spazio”.