“Una palestra straordinaria”: la Stazione Spaziale Internazionale e’ stata soprattutto questo per l’Italia, ha detto all’ANSA il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Giorgio Saccoccia, commentando i 20 anni della permanenza dell’uomo sulla piu’ grande struttura mai costruita in orbita. “Per l’Asi e per l’industria italiana – ha rilevato – la Stazione Spaziale e’ stata una palestra straordinaria. Il nostro Paese – ha aggiunto – e’ stato presente fin dall’inizio di quel progetto con la costruzione dai primi moduli: i primi mattoni che hanno permesso di realizzare questa struttura straordinaria e che rappresenta che cosa sia possibile fare quando si uniscono le forze a livello internazionale”.
La Stazione Spaziale “ci ha permesso di crescere e di diventare un riferimento mondiale per la produzione di moduli pressurizzati e di oggetti unici come la Cupola“, ha aggiunto Saccoccia riferendosi alla grande finestra della stazione orbitale con vista sulla Terra. Un “grande apporto”, quello dell’Italia, reso possibile sia dalla sua partecipazione ai programmi dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), sia all’accordo bilaterale firmato nel 1997 con la Nasa per la fornitura dei moduli, in cambio di passaggi a bordo per gli astronauti italiani e spazio per gli esperimenti. Questo ruolo acquisito a livello internazionale grazie alla Stazione Spaziale “ci permette di fare i passi successivi, passando dall’orbita terrestre a quella lunare, con la futura stazione spaziale Gateway in orbita intorno alla Luna, con prodotti derivati dalle nostre competenze, come i nuovi moduli pressurizzati, strumenti scientifici e capacita’ di fare sperimentazioni in orbita“. Una capacita’, quest’ultima, che sta dimostrando anche l’industria italiana.


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