Uragani, previsioni delle traiettorie più precise osservando il meteo dell’Artico

"Sviluppare sistemi di osservazione più efficienti alle latitudini più alte sarà molto vantaggioso alle previsioni delle traiettorie dei cicloni tropicali alle medie latitudini"

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Nel 2017, l’uragano Irma di categoria 5 ha devastato le isole delle Grandi e Piccole Antille prima di virare a nord e toccare terra nella Florida sudoccidentale. Prevedere il tempo e la posizione di quella virata a nord è stato fondamentale per gli abitanti della Florida affinché si preparassero all’impatto della tempesta, ma l’incertezza intorno alla previsione della depressione che avrebbe guidato la virata ha reso tutto più complicato. Raccogliere ulteriori dati meteorologici, come le misurazioni da località distanti fino all’Artico, potrebbe aiutare i meteorologi a prevedere le traiettorie dei futuri cicloni tropicali come Irma.

In un nuovo studio pubblicato sulla rivista Atmosphere, un team di ricercatori guidato dal Kitami Institute of Technology ha messo a confronto la precisione delle previsioni ensemble a medio raggio per 29 uragani atlantici dal 2007 al 2019, con un focus sugli uragani che si sono spostati verso nord a causa della circolazione atmosferica alle medie latitudini e si sono avvicinati agli Stati Uniti.

Credit: Jun Inoue (NIPR)

Sebbene le previsioni delle traiettorie siano significativamente migliorate negli ultimi decenni, ci sono ancora importanti errori in alcuni casi e le conseguenze possono essere serie. In particolare, l’incertezza riguardante le traiettorie delle depressioni con forti venti alle medie latitudini può portare ad un’incertezza ancora più grande quando influenzano le traiettorie dei cicloni tropicali. Il team di ricerca ha scoperto che nei casi in cui gli uragani sono stati orientati da depressioni, gli errori di previsioni delle posizioni centrali degli uragani erano più grandi rispetto a quelli nei casi non influenzati da depressioni.

Kazutoshi Sato, autore principale dello studio, spiega che durante il periodo di previsione dell’uragano Irma nel 2017, la corrente a getto si snodavano ampiamente sul Pacifico settentrionale e sul Nord Atlantico, “il che ha introdotto grandi errori nelle previsioni. Quando abbiamo incluso ulteriori dati dalle osservazioni delle radiosonde dal Research Vessel Mirai raccolti nell’Artico alla fine dell’estate del 2017, l’errore e la diffusione dell’ensemble della depressione al momento iniziale della previsione sono migliorati, il che ha aumentato la precisione delle previsioni della traiettoria di Irma”.

Credit: NASA/Chris Cassidy

I ricercatori hanno anche analizzato l’effetto di includere ulteriori dati dalle dropsonde raccolti dall’Air Force Reserve Command degli Stati Uniti e dall’Aircraft Operations Center della NOAA sull’Atlantico vicino all’uragano Irma nel 2017. La precisione delle previsioni degli uragani è migliorata sia grazie alle misurazioni delle dropsonde vicino agli uragani, sia dalle osservazioni delle radiosonde sull’Artico. Il co-autore Jun Inoue, professore associato del National Institute of Polar Research, conclude: “I nostri risultati dimostrano che sviluppare sistemi di osservazione più efficienti alle latitudini più alte sarà molto vantaggioso alle previsioni delle traiettorie dei cicloni tropicali alle medie latitudini, il che contribuirà a mitigare le morti umane e le perdite socioeconomiche causate da queste tempeste”.