“Occorre arrivare a numeri bassi di contagi perché con 10mila casi nessun sistema può reggere“: lo ha affermato Andrea Crisanti, direttore di Microbiologia e Virologia dell’università di Padova, ospite di ‘Agorà’ su RaiTre. “E’ un’analisi fuorviante pensare che il problema sia la quarantena ma è l’individuazione e la messa in quarantena dei contatti. Non possiamo fare come la Cina che su 11 casi ha testato 11 milioni di cittadini. Bisogna capire cosa vuol dire convivere con il virus. Oggi noi stiamo convivendo ma con sofferenza. Bisogna portarlo a un livello di trasmissione bassa e avere una qualità di vita decente, e questo si fa solo interrompendo le catene di trasmissione“.
“Tutte le misure che diminuiscono i contatti avranno effetti sulla trasmissione del virus. Il coprifuoco è un passo necessario per evitare il lockdown, prima di arrivare a chiusura generalizzata. È un passo che va tentato“.
“Si è arrivati a questi numeri perché stavamo in situazione di equilibrio instabile tra la capacità di trasmissione del virus e la nostra di individuarlo. Con la riapertura delle scuole e la ripresa delle attività abbiamo dato involontariamente al virus capacità di riprendersi. Non sono stati fatti investimenti necessari in 5 mesi, le restrizioni prima o poi funzionano ma vanno fatti investimenti prima“.
“I dati che fanno paura sono sia il rapporto tamponi e positivi sia il rapporto positivi e isolati, che ci dice quanto funziona il sistema di controllo della trasmissione. È un dato basso, per ogni positivo ci dovrebbero essere 7/8 isolati. Il che significa che il sistema di tracciamento sul territorio non funziona“.
Per quanto riguarda il vaccino, deve essere “registrato per fare delle somministrazioni inizialmente limitate nello spazio e nel tempo, poi se le caratteristiche di sicurezza sono confermate sul campo, verrà’ prodotto su larga scala. Ma non penso che se ne parli prima del 2022, prima che tutti quanti possano avere accesso a un vaccino che funzioni“.


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