La Direzione Generale delle Antichità e dei Musei siriana e L’Associazione dell’Industria e della Pietra della Federazione Russa hanno firmato un memorandum d’intesa per la ricostruzione dell’antica Palmira.
L’obiettivo principale è quello di restaurare l’Arco di Trionfo di Palmira, che venne distrutto quasi completamente dalle truppe dell’Isis.
La distruzione dei luoghi della cultura
Le violente distruzioni messe in atto dai terroristi furono ostacolate dall’ex direttore del sito archeologico di Palmira, Khaled al-Asaad, che all’arrivo delle truppe nascose alcuni reperti di valore inestimabile per impedire all’Isis di sfruttarli per finanziare la loro guerra di religione. Dopo che il controllo della città passò sotto il controllo dei terroristi, Khaled al-Asaad fu catturato e giustiziato pubblicamente per non aver consegnato i manufatti.
Il memorandum d’intesa

L’accordo stabilisce che entrambe le parti cooperino in tutti gli aspetti relativi al recupero e al restauro del monumento. Per l’occasione il ministro della Cultura siriano, Lubana Meshaweh, ha incontrato la delegazione russa, guidata dalla direttrice del progetto Natalia Slovova, e ha sottolineato che il memorandum d’intesa esprime il desiderio comune di rafforzare le relazioni culturali tra i due paesi.
La ricostruzione del sito di Palmira è stata da subito una questione primaria per l’Unesco e in generale per gli operatori culturali del Medio Oriente che già nel 2016 accolsero la proposta di partecipazione della Russia ai lavori di restauro e tutela del sito siriano.
L’Arco di Trionfo di Palmira
L’Arco di Trionfo di Palmira fu costruito seguendo i dettami della politica di questo imperatore ed era composto da una grande struttura ad arco, composta da tre ingressi e decorata con motivi geometrici, che congiungeva il tratto centrale e il tratto orientale del grande colonnato che attraversa la città di Palmira, una delle più importanti di tutta la Siria nei tempi antichi.