Un anno fa, l’eccezionale acqua alta a Venezia: “Credevo di aver visto il peggio con la tempesta Vaia”, Zaia ricorda la devastazione dell’”Acqua Granda” [FOTO]

"Uno scenario apocalittico, non solo l’acqua alta aveva raggiunto i 187 centimetri: tutto il litorale era devastato", dice Luca Zaia

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Ha il sapore dell’incredibile pensare che un anno fa mi recavo a visitare una Venezia aggredita e sfigurata dalla violenza di un’acqua alta senza precedenti. In uno scenario apocalittico, in quelle ore riflettevo che avevo creduto di aver visto il peggio con Vaia giusto un anno prima. Mai avrei pensato che oggi saremmo stati impegnati in una guerra senza quartiere contro un nemico invisibile in una emergenza sanitaria ed economica. Sia ieri che oggi, però, non ho mai messo in dubbio che i Veneti avrebbero superato il dramma. È una certezza che viene dal sapere che nel nostro Dna non c’è la resa incondizionata al lutto e alle disgrazie ma c’è la tenacia ad andare avanti, la fatica, il riscatto nel lavoro”. Lo scrive in un lungo post sui social Luca Zaia, Governatore del Veneto, ad un anno dall’eccezionale evento di acqua alta a Venezia, che inflisse gravi danni all’area.

Ricordo lo stupore quando mi informarono che nell’atrio di Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale, il livello dell’acqua aveva raggiunto il livello della storica marea del ’66. Ad esso si aggiunse il dolore delle immagini con i vaporetti alla deriva, dei video di ampie zone cittadine trasformate nella notte in enormi torrenti vorticosi, di attività produttive e commerciali gravissimamente danneggiate così come le case”.

“Ma non solo l’acqua alta aveva raggiunto i 187 centimetri: tutto il litorale era devastato; solo a Bibione erano stati mangiati 100.000 metri cubi di spiaggia e a Jesolo era scomparso un chilometro di lungo mare. In Polesine, erano sparite intere spiagge e su 70 cavane esistenti alla Sacca di Scardovari ne erano state distrutte ben 50. In montagna, Misurina rimaneva isolata, era interrotta la circolazione nell’Agordino, il lago di Alleghe non era esondato per pochi centimetri. Perfino 50 cantieri del dopo Vaia avevano riportato ingenti danni. Anche in questa occasione, la gente veneta, affiancata dall’immancabile esercito del volontariato si è rimboccata le maniche e si è messa al lavoro senza attendere indicazioni o messaggi”.

“L’anniversario dell’”Acqua Granda” del 2019 ci offre ancora una volta un’occasione per ringraziare tutti gli operatori che ogni giorno sono impegnati per la sicurezza della collettività, quel vero fiore all’occhiello della nostra terra che sono tutti i volontari, e tutti i cittadini veneti”, conclude Zaia.