AIDS: domani “sarà un 1° dicembre ‘nero’, la Giornata mondiale oscurata dal Covid”

L'infettivologo Bassetti: "Dobbiamo continuare ad interessarci di Aids ricordando cosa è stato fatto dalla ricerca sull'Hiv in 30 anni"
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Sarà un 1° dicembre ‘nero’, il primo da quando è stata istituita la Giornata mondiale dell’Aids. Purtroppo negli ultimi nove mesi si è parlato di Covid-19 ma delle altre malattie infettive davvero molto poco. C’è chi ha detto che per avere rapporti sessuali durante l’emergenza Covid mi devo mettere la mascherina, dimenticando che l’unico modo per difendersi dall’Hiv o dalle malattie sessualmente trasmesse è il preservativo. E’ bene parlare di Hiv: continuiamo ad avere molti casi“: lo ha dichiarato all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, in vista della Giornata mondiale dell’Aids che si celebra domani. Bassetti ha sottolineato anche l’importanza “di fare il test per l’Hiv” a prescindere “dal fatto di considerarsi un soggetto a rischio. Fare il test deve essere come fare un controllo per la glicemia o il colesterolo. Dobbiamo tornare a parlare di questa infezione che ormai grazie alla ricerca è diventata gestibile, oggi abbiamo oltre 30 farmaci antiretrovirali attivi per l’Hiv  e praticamente si può dire se c’è una diagnosi precoce e si è seguiti, di Hiv non si muore. Questo grazie ai progressi della ricerca. Dobbiamo però continuare ad interessarci di Aids ricordando cosa è stato fatto dalla ricerca sull’Hiv in 30 anni. La Covid è una zoonosi, una delle tante, ma ci sono altre malattie altrettanto importanti“.

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