L’allarme dell’Ordine dei Medici: “la seconda ondata potrebbe essere uno tsunami”

"La preoccupazione dei medici è che questa seconda ondata non sia una mareggiata, ma uno tsunami che potrebbe travolgere il sistema sanitario"

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Il problema oggi riguarda la tenuta del sistema sanitario, perché l’occupazione progressiva dei posti da parte di malati Covid riduce via via la possibilità di garantire cure agli altri ammalati. Andando avanti così, la situazione potrebbe sfuggirci di mano. La preoccupazione dei medici è che questa seconda ondata non sia una mareggiata, ma uno tsunami che potrebbe travolgere il sistema sanitario. Per questo chiediamo al Governo misure più aggressive“.

L’allarme è stato lanciato su Facebook da Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri. Oggi la Federazione pubblica sul proprio sito l’elenco dei medici caduti nel corso dell’epidemia di Covid-19: “Roberto Stella, responsabile dell’Area Formazione della Fnomceo, e presidente dell’Omceo di Varese. E poi, oggi, Marcello Natali, segretario Fimmg di Lodi. Ieri, Ivano Vezzulli, medico di Medicina generale nel lodigiano. Lunedì 16, Mario Giovita, medico di Medicina generale della provincia di Bergamo. Prima di loro, Raffaele Giura, primario di pneumologia a Como. Carlo Zavaritt, ex assessore e medico bergamasco. Giuseppe Borghi, medico di Medicina Generale a Casalpusterlengo. Il 7 marzo, Chiara Filipponi, anestesista di Portogruaro, deceduta però a causa di una malattia allo stadio terminale. Si allunga purtroppo il triste elenco dei medici caduti nel corso dell’epidemia di Covid-19. A partire da marzo li riportiamo qui, sul Portale Fnomceo, che resterà listato a lutto in loro memoria, in un triste elenco che viene via via aggiornato”.

I morti non fanno rumore, non fanno più rumore del crescere dell’erba, scriveva Ungaretti – commenta Anelli -. Eppure, i nomi dei nostri amici, dei nostri colleghi, messi qui, nero su bianco, fanno un rumore assordante. Così come fa rumore il numero degli operatori sanitari contagiati, che costituiscono ormai il 10% del totale. Non possiamo più permettere che i nostri medici, i nostri operatori sanitari, siano mandati a combattere a mani nude contro il virus. È una lotta impari, che fa male a noi, fa male ai cittadini, fa male al paese”.