“Il Governo ha lavorato affinché le scuole del primo ciclo restassero aperte, e non era scontato. Adesso c’è una parentesi, che tutti ci auguriamo sia breve, di chiusura per le scuole superiori. In questi giorni stiamo assistendo a una stabilizzazione della curva. Dobbiamo essere molto prudenti, ma se la curva si stabilizzerà sempre di più, quindi i contagi andranno giù, nel momento in cui si penserà ad allentare le misure restrittive per il Paese, chiaramente la scuola, che è un servizio pubblico essenziale ed è una priorità per tutti, anche le scuole superiori, vedrà un ritorno graduale degli studenti in classe“. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, durante la registrazione di Settestorie di Monica Maggioni, in onda questa sera alle 23.45.

“Le nostre scuole al loro interno si sono organizzate in maniera perfetta o comunque hanno fatto veramente un grandissimo lavoro: e’ chiaro che tutto cio’ che c’e’ intorno alla scuola deve essere monitorato per bene. Posso dire su quali trasporti intervenire – ha spiegato – perche’ il primo ciclo, per esempio, non impatta sui trasporti, sul secondo ciclo dobbiamo distinguere, perche’ e’ chiaro che il sovraffollamento nei trasporti esisteva anche prima del coronavirus, ce l’abbiamo nelle grandi aree metropolitane, non nelle piccole province, quindi non dobbiamo fare delle generalizzazioni che non servono, semmai dobbiamo guardare il territorio per territorio”.
“Ricordo a tutti che la scuola ha continuato a lavorare anche in estate, mentre tutti trascorrevano un’estate un po’ ballerina noi eravamo lì con il metro di distanza, a calcolare, con tutta la comunità scolastica. Abbiamo fatto degli investimenti, abbiamo comprato i gel, le mascherine, i banchi, abbiamo messo più personale. E tutto questo gran lavoro lo abbiamo fatto insieme alla comunità scolastica. Io come ministro dell’Istruzione non ho il potere di aprire le scuole, come molti genitori mi chiedono. Ma ho lavorato con tutta la comunità scolastica quest’estate, per far sì che le scuole riaprissero. Oggi il Paese ci chiede di tenere le scuole aperte, perché la chiusura delle scuole rischia di essere molto più complicata in termine di rischi a 360 gradi per i nostri studenti, che non l’apertura. Parlo di rischi a 360 gradi, non tanto sanitario in sé per sé – ha ribadito – ma di disturbi d’ansia, depressione, del futuro economico del nostri studenti, del problema della dispersione della scuola. La scuola non è solo un luogo di apprendimento ma è scandire il ritmo di vita dei nostri studenti“.
